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Attualità | 13 aprile 2019, 07:40

Scuola e imprese: nuovo accordo sull'apprendistato per far incontrare chi cerca e chi offre lavoro. Nel 2018 i laureati occupati sono stati 28mila in più

Regione, Confindustria e Unione industriale insieme per rafforzare il dialogo tra ciò che cercano le aziende e i percorsi formativi intrapresi dai giovani

Scuola e imprese: nuovo accordo sull'apprendistato per far incontrare chi cerca e chi offre lavoro. Nel 2018 i laureati occupati sono stati 28mila in più

Giovani che non trovano lavoro. Aziende che non trovano professionalità adeguate alle loro esigenze. Un ritornello che il Piemonte non vuole più intonare e per farlo ha intrapreso in tempi recenti iniziative legate allo strumento dell'apprendistato.

Quello per il diploma di scuola superiore ha permesso a 200 studenti delle classi quarte e quinte di trovare lavoro in circa 100 imprese piemontesi. Con il rifinanziamento di questi giorni, pari a un milione di euro, saranno coinvolti altri 500 giovani apprendisti. L'apprendistato di alta formazione e ricerca (sostenuto con 7 milioni fino al 2020) ha coinvolto 429 giovani in 175 imprese di manifatturiero e ICT. 

E adesso, con la firma di un accordo dedicato al mondo dell'Industria 4.0, questo strumento si rafforza grazie alla collaborazione tra Regione, Confindustria Piemonte e Unione industriale di Torino. "La scuola deve affrontare la sfida delle nuove tecnologie proprio con il confronto con le imprese e questo si può fare solo rafforzando l'orientamento e aggiornando l'offerta formativa", dice Fabrizio Manca, direttore dell'Ufficio scolastico regionale.

Intanto, pur con un miglioramento dal punto di vista dell'occupazione per chi ha titoli di studio elevati (+28mila posti per i laureati nel 2018), resta aperta la questione legata al mancato incrocio tra domanda e offerta di lavoro. E questo nonostante il Piemonte sia stata una delle prime regioni a spingere sull'apprendistato "duale", che permette a ragazzi tra i 15 e i 29 anni di conseguire titoli di studio lavorando anche nelle imprese. "La sfida del 4.0 riguarda l'intera organizzazione del lavoro - dice Gianna Pentenero, assessore regionale al Lavoro - e le attività che facciamo come gli Its sono possibili grazie a fondi europei che la nostra Regione è particolarmente in grado di attirare".

La sfida, dice il presidente degli industriali torinesi Dario Gallina, "ci arriva dal futuro. Dobbiamo agire per il capitale umano di domani e sostenere la competitività del territorio nei prossimi anni e il Manufacturing technology center va in questa direzione, proprio con l'aiuto anche della Regione". "Ma al tempo stesso sono le nostre PMI e le aziende in generale a dover accelerare sul fronte della digitalizzazione. E per farlo, servono competenze. Industria 4.0 creerà in Italia 270mila nuovi posti di lavoro e il mondo della scuola dovrà farsi trovare pronta. Dobbiamo decuplicare gli sforzi e gli ITS dimostrano che una strada c'è".

E proprio Ermanno Rondi, delegato education e formazione per Confindustria Piemonte, concorda: "Le nuove tecnologie creano occupazione che però ha bisogno di competenze. Torino e il Piemonte stanno affrontando in modo eccellente questa sfida, grazie ad attori sul territorio come il Politecnico. Ma spesso sono anche le aziende a essere timorose nell'assumere persone con alta formazione. L'educazione è il vero tema cardine, che però spesso rimane fuori dal dibattito politico e il messaggio deve arrivare anche alle famiglie, che scelgono quale strada far seguire ai propri figli". E cita una cifra: "i 7000 giovani che non sono riusciti a entrare al Politecnico quest'anno (mentre ne sono passati 4800), dove andranno? Non esiste una proposta alternativa e si rischiano o scelte di ripiego, che difficilmente porteranno a occupazione o l'ingresso nella categoria dei NEET".

"Abbiamo forti contrasti in termini di cifre tra tassi di occupazione giovanile e necessita delle aziende che cercano lavoro qualificato da assumere", commenta il governatore Sergio Chiamparino. "Non per nulla trova lavoro quella fetta di persone che ha una formazione più alta". "L'atto di questa mattina - conclude - arriva dopo provvedimenti già attivi come quello sugli ITS e sull'apprendistato di ricerca. Siamo al terzo passaggio e stiamo andando nella direzione giusta. Bisogna intrecciare sempre di più la programmazione 2021-27 dei fondi Europei per la formazione e quelli per l'innovazione". E scherza: "Più che i navigator, servirebbero gli orientator".

"C'è anche un gap culturale che va superato - dice ancora Pentenero - perché le famiglie diffidano di ciò che non si chiama liceo e in particolare degli ITS. Inoltre a questo si aggiunge il calo progressivo dei giovani nelle scuole".

Massimiliano Sciullo

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