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Cultura e spettacoli | 14 aprile 2019, 15:40

Il fascino eterno di Roma tra le incisioni di Piranesi e le fotografie di Basilico [FOTO]

La nuova mostra al Museo Ettore Fico fino al 14 luglio indaga la poetica urbana e concettuale degli spazi cittadini in trasformazione

Il fascino eterno di Roma tra le incisioni di Piranesi e le fotografie di Basilico [FOTO]

La visione architettonica della Città Eterna nel Settecento ripresa in uno scatto contemporaneo. È questo il dialogo imbastito al Museo Ettore Fico tra le incisioni di Giovan Battista Piranesi e il grande fotogrago Gabriele Basilico, che prende le mosse dalla mostra della Fondazione Cini di Venezia nel 2010. “Viaggi e vedute: da Roma a Shangai” (visitabile fino al 14 luglio) ne propone una sezione, arricchita di altre cinquanta opere frutto dei viaggi per il mondo dell'autore, che esaminano la poetica urbana e concettuale delle diverse città immortalate.

Un progetto molto ambizioso che avevo in mente da diversi anni”, commenta il direttore Andrea Busto. Le vedute di Piranesi di alcuni luoghi-simbolo di Roma – da Castel Sant'Angelo a piazza del Popolo, dalla basilica di Santa Maria Maggiore alla Fontana di Trevi – sono state riproposte da Basilico con una fotografia che indaga i suoi ambiti di ricerca privilegiati, dalle stesse angolature scelte dall'incisore. Uno stile rigoroso e documentaristico che tiene conto dei mutamenti sociali e storici nelle differenti stratificazioni attraversate dall'ambiente in rapporto con l'uomo che lo abita.

L'allestimento presenta, quindi, nel lungo corridoio centrale, le incisioni romane di Piranesi accanto alle foto di Basilico. Dal questo corpus principale si snodano quattro sottosezioni dedicate ciascuna a un tema specifico della poetica urbanistica di Basilico: le fabbriche delle grandi città industriali novecentesche; i porti e gli autoporti di Genova, Trieste, Anversa o Barcellona, sulla scia dei vedutisti veneti; le megalopoli in continua trasformazione che sembrano esplodere in un reticolato di strade ed edifici; la visione geometrica e straboscopica della città secondo le linee del costruttivismo.

Una narrazione continua che restituisce il fil rouge di un'indagine quarantennale: la descrizione della realtà in contesti geograficamente distanti eppure riflessi l'uno nell'altro, in una mai interrotta proliferazione di case, abitanti, paesaggi e orizzonti.

Manuela Marascio

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