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Attualità | 15 aprile 2019, 22:15

A Torino Palazzo Madama custodisce in mostra quattro sculture di Notre-Dame

Dallo scorso 5 aprile sono esposte delle teste gotiche originali provenienti dalla facciata della cattedrale, ancora in preda al rogo scoppiato questa sera

A Torino Palazzo Madama custodisce in mostra quattro sculture di Notre-Dame

Parigi brucia e il cuore di tutta Europa sanguina. L'incendio a Notre-Dame è scoppiato questa sera attorno alle 18.50, propagandosi dalle impalcature dei restauri in cima alla cattedrale. In poco tempo le fiamme hanno divorato il tetto, che è collassato, estendendosi sul lato lungo dell'edificio e provocando anche il crollo della guglia.

Un dramma, per un luogo-simbolo della cristianità e patrimonio storico mondiale, che ha avuto effetti di risonanza in ogni dove. E non poteva rimanere indifferente una città come Torino: non solo perché reduce dal devastante rogo nella cappella della Sindone nel 1997, tornata a splendere lo scorso settembre dopo un lungo restauro, ma anche per lo stretto legame intessuto dalla Fondazione Torino Musei con il resto della Rete europea dei musei di arte medievale, costituita nel 2011.

Solo dieci giorni fa, infatti, ha inaugurato a Palazzo Madama una nuova mostra dedicata proprio a Notre-Dame, con quattro sculture gotiche provenienti dalla cattedrale frutto della collaborazione con il Musée du Cluny di Parigi. Si tratta di un'esposizione dossier sul grande cantiere innalzato nella seconda metà del 1200, che indaga – neanche a farlo apposta – proprio il tema del continuo processo di costruzione, distruzione e recupero dell'antico nelle varie epoche storiche. Curata dalla conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo, mostra al pubblico quattro teste originali rimosse dalla facciata Notre-Dame tra il 1793 e il 1794, quando il comitato rivoluzionario della Cité volle eliminare ogni simboo di feudalità, monarchia e religione, divenuta ormai la Francia una repubblica. Abbandonate a lungo sul sagrato della chiesa, le opere vennero in seguito cedute a impresari cittadini che volevano reimpiegarle come materiale da costruzione.

Fortunatamente le sculture furono ritrovate nel 1977 durante i lavori alle fondazioni dell'hotel Moreau, sede della Banque Française, che decise quindi di donarle allo Stato. Dal 1980 hanno trovato una sistemazione definitiva nel Musée du Cluny. Ed è sicuramente un privilegio, per i visitatori, ammirare qui a Torino quattro emblemi di quel “naturalismo gotico” che influenzò, nel tredicesimo secolo, tanti altri artisti coevi italiani. Allestimento impreziosito, per di più, da un sistema multimediale curato da Leandro Agostini, che ricrea la suggestiva atmosfera della cattedrale "dando vita" ai quattro personaggi raffigurati. 

Una storia, quella di Notre-Dame, attraversata negli anni da moltissimi interventi di restauro. Come l'imponente cantiere degli architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus tra il 1845 e il 1864, i quali si dovettero basare su disegni e incisioni antiche per riprodurre le sculture ormai perdute. 

E proprio in questi giorni la cattedrale era interessata da nuovi lavori. Sedici statue erano state rimosse l'11 aprile per essere restaurate: alte tre metri e pesanti 250 chili, sarebbero dovute tornare al loro posto nel 2022.

Con il rogo ancora in corso, non si può ancora conoscere l'entità dei danni, né quanto possa essere realmente salvato dai vigili del fuoco ormai al lavoro da ore.

L'impegno di Palazzo Madama, nel diffondere la conoscenza dell'arte gotica e dei rivolgimenti storici che hanno visto protagonista la splendida chiesa parigina, assume adesso un valore simbolico ancora più forte. Che riavvicina Italia e Francia almeno nella custodia di un tesoro culturale inestimabile.

Manuela Marascio

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