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Economia e lavoro | 15 aprile 2019, 09:44

Torino Area di crisi, il Pinerolese protesta: "Noi siamo rimasti esclusi dal decreto"

Maccari (Fim-Cisl): "Se avessimo ottenuto il riconoscimento, sarebbero arrivate risorse aggiuntive, anche per riqualificare aree e fare sviluppo"

Torino Area di crisi, il Pinerolese protesta: "Noi siamo rimasti esclusi dal decreto"

Nei giorni scorsi è stato firmato dal ministro e vicepremier Luigi Di Maio il decreto che riconosce Torino e la sua prima cintura area di crisi industriale complessa. La sindaca Chiara Appendino ha dichiarato che si tratta di  uno strumento fondamentale che certifica il fatto che la città ha vissuto anni di crisi, in particolare per le aziende di alcuni settori, accompagnando le imprese per aiutarle a compiere quella rivoluzione tecnologica che permetterà loro di tornare competitive.


Ma c'è un territorio alle porte della città e della metropoli che fa sentire il suo lamento. Si tratta, in particolare, della zona di Pinerolo. E la voce arriva tramite Cristina Maccari, di Fim-Cisl. “Pinerolo e il Pinerolese non rientrano in questo decreto - spiega -. Le Imprese del territorio non potranno usufruire né di ammortizzatori sociali aggiuntivi nel caso in cui non abbiano ancora superato la crisi (e ce ne sono) né di risorse da utilizzare nella necessaria rivoluzione tecnologica, che avrebbe potuto dare impulso a tutto il territorio". 


"Se avessimo ottenuto il riconoscimento anche a Pinerolo e nel Pinerolese sarebbero arrivate risorse aggiuntive, anche per riqualificare aree e fare sviluppo. Le occasioni per avere finanziamenti ci sono, ma bisogna andarsele a prendere, non ci vengono a cercare a casa - prosegue Maccari, che spiega -: la Fim Cisl ha chiesto e continuerà a chiedere che Pinerolo ed i Comuni dell’area vengano riconosciuti come area di crisi complessa, per avere possibilità di crescita ed essere competitive. Anche qui abbiamo vissuto la crisi industriale e non capiamo perché il decreto non comprenda quest’area, pur fortemente colpita”.

redazione

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