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Attualità | 16 aprile 2019, 11:31

Il Comune di Torino chiude Pulcimania, domani sit-in sotto Palazzo Civico: “Vogliono che ci ammazziamo per un pezzo di pane?”

“Per noi Pulcimania era tutto, ci dava la possibilità di racimolare qualcosa per fare la spesa”, il commento di una delle storiche frequentatrici

Il Comune di Torino chiude Pulcimania, domani sit-in sotto Palazzo Civico: “Vogliono che ci ammazziamo per un pezzo di pane?”

Disperazione e rabbia. Non ci sono altre parole per descrivere il momento vissuto dagli operatori e frequentatori di Pulcimania, il mercatino delle pulci di via Sansovino 265 chiuso dal Comune a seguito di una lunga lista di irregolarità burocratiche riscontrate dalla polizia municipale. I vigili hanno accertato a carico di Roberto Aldisi, presidente dell’associazione, l’apertura di un centro commerciale in assenza di autorizzazione.

La desolazione degli operatori ha presto lasciato spazio alla rabbia disperata di chi dall’oggi al domani si ritrova sfrattato da un luogo che non era solo uno spazio fisico e commerciale. Nel tempo l'attività era diventata un punto di riferimento per trascorrere le giornate, una piccola fonte di guadagno per sbarcare il lunario e riuscire a pagarsi l'affitto o la spesa.

E’ per questo motivo che domani, mercoledì 17 aprile, gli espositori di Pulcimania si ritroveranno fuori da Palazzo Civico. Obiettivo? Chiedere al Comune di ripensarci e un incontro agli assessori Giusta e Schellino, per convincerli dell’importanza sociale dello spazio. Ed è sulla diatriba sociale-commerciale che si gioca la partita della sopravvivenza del mercatino delle pulci.

“Dal Comune non capiscono che questo non è un luogo commerciale e basta. Qui ci sono tantissime persone in difficoltà, che in questo spazio trovano la possibilità di racimolare 60-70 euro in un weekend e fare la spesa per una settimana. Da Palazzo Civico vogliono che ci ammazziamo per strada per un pezzo di pane? Noi qui ci aiutavamo per un pezzo di pane. E’ diverso”, è l’acclarato appello di Angela, una signora che da quattro anni frequenta Pulcimania e che dentro Pulcimania ha fatto anche la festa di matrimonio.

“Guardi, non capiscono: noi siamo una famiglia, gli scontri politici non ci interessano” ci rivela. “Chiederemo un confronto alle istituzioni, ma non avete idea di quante persone saranno in difficoltà grazie a questa chiusura. Il motivo? Gli altri mercatini esterni sono troppo costosi, in pochi possono permetterseli. Per noi questo luogo è tutto. Tutto”.

Se la valenza sociale di Pulcimania è acclarata e confermata dal fatto che le Circoscrizioni hanno sempre dato il patrocinio a quest’associazione, gli aspetti burocratici svolgono un ruolo altrettanto rilevante in questa vicenda.

“Spiace per i piccoli espositori in buona fede - spiega il consigliere del M5S Antonio Fornari - ma il verbale della Polizia municipale non lascia dubbi: un parcheggio a pagamento, 3 punti bar/ristorante senza le necessarie autorizzazioni, la presenza di commercianti professionisti, l'esposizione di merce nuova e con valore superiore a 150 euro."

"Il Comune - aggiunge l'esponente pentastellato - non poteva far altro che procedere con l'ordinanza di chiusura. L'imprenditore/gestore di Pulcimania è già stato ricevuto dall"assessore Sacco e invitato a regolarizzare l'immobile da industriale a un polo fieristico”. 

Il vortice della polemica non risparmia poi le opposizioni politiche, tirate in ballo dallo stesso Fornari per essersi schierate al fianco degli utenti del mercato: “È inaccettabile invece il comportamento della consigliera di circoscrizione Gagliardi che fomenta la protesta contro il Comune. Chi siede all'interno delle istituzioni dovrebbe conoscere i regolamenti e le leggi anziché difendere l'illegalità”.

Mary Gagliardi, consigliera PD della Circoscrizione 5, rivendica il forte valore sociale più che quello commerciale: “Pulcimania è iscritta all'albo comunale delle associazioni di promozione sociale. È stata di grande sostegno in questi anni a tutti quei soggetti che per un motivo o per un altro vivevano in difficoltà economica/sociale. Quel luogo, cinque anni fa, era una struttura grigia e inutilizzata. Oggi si presenta accogliente, riqualificata e sicura. L'obiettivo era di dare dignità a chi già aveva perso il lavoro o la casa, creando una seconda opportunità”.

Quale soluzione quindi? Gagliardi, dal canto suo, chiede che il Comune riconosca il contributo sociale donato da Pulcimania in questi anni alla comunità e risponde alla critica avanzata da Fornari: “Ci basterebbe che l'amministrazione centrale si mostrasse solidale e trovasse con Pulcimania una soluzione che non sia quella di caricarla di spese ma che miri a gestire questa reale emergenza sociale nel modo più adeguato." "In questi anni Pulcimania - continua - tra donazioni ad associazioni e inserimento di persone seguite dai servizi sociali ha comunque agevolato la Città contribuendo di fatto al sostegno di famiglie in difficoltà economica”.

Posizioni che troveranno sfogo e spazio nel sit-in previsto per domani mattina, alle ore 11, di fronte a Palazzo Civico.

Andrea Parisotto

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