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Eventi | 16 aprile 2019, 07:05

Al Teatro Baretti debutta "Prima fu la volta dei migranti", spettacolo-inchiesta di Almateatro

Dal 17 al 19 aprile, una lezione in forma diretta da Gabriella Bordin che riflette sugli attuali "muri" innalzati in Europa

Al Teatro Baretti debutta "Prima fu la volta dei migranti", spettacolo-inchiesta di Almateatro

L’associazione Almateatro in collaborazione con il Teatro Baretti di Torino, con il contributo di Regione Piemonte, Città di Nichelino, Associazione Mamre Onlus e con il patrocinio di Federazione Regionale Piemontese AICCRE, presenta dal 17 al 19 aprile 2019 alle ore 21 al Teatro Baretti, PRIMA FU LA VOLTA DEI MIGRANTI - Inchiesta sull’Europa dei muri, una lezione in forma teatrale, con la regia di Gabriella Bordin, che vuole rendere memoria di scelte politiche, responsabilità e fatti che in vent’anni di storia hanno permesso l’affermarsi dell’attuale contesto nell’Unione Europea, dove i muri stanno avendo la meglio sui diritti e molte nazioni hanno costruito sulle loro frontiere vere e proprie barriere per impedire l’ingresso dei migranti nei loro territori.

Partendo dal Consiglio Europeo di Tampere del 1999, passando attraverso la crisi europea dei profughi cominciata nel 2011, per arrivare fino alla poco nota adozione della Tabella di marcia di Bratislava (2016), due narratrici, Suad Omar e Elena Ruzza, precedute da un prologo in video, incroceranno la voce dell’Europa dei diritti negati con quella delle vittime. Dai numerosi profughi che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le frontiere dell’Ue fino a quelli che sopravvissuti sono costretti a subire le tante contraddizioni circa il diritto d’asilo e la “tutela umanitaria” che gli Stati europei dovrebbero essere in grado di garantire. Un’inchiesta che si sviluppa sulla base di una rigorosa documentazione.

PRIMA FU LA VOLTA DEI MIGRANTI - Inchiesta sull’Europa dei muri è un progetto che, attraverso i linguaggi della formazione civile, del video e del teatro vuole far conoscere le recenti politiche dell'Unione Europea in materia di migrazioni ed asilo, denunciare le violazioni dei diritti fondamentali, chiarire i comportamenti degli stati europei e le decisioni prese da ognuno di essi.

E’ articolato in quattro momenti. 

Un percorso di formazione civile rivolta ad un gruppo di 20 giovani, Italiani di origine , di seconda generazione, migranti da poco in Italia.
Un video documentario breve, che raccoglie il materiale di questo percorso e da cui è tratto il prologo allo spettacolo, con le testimonianze di Giorgia Beccaria, Ilias Bekkali ,Felix Caluori, Adelina Dumitru, Xi Hu ,Muna Khorzom, Ikram Mohamed, Ayoub Moussaid, Ivana Nikolic, Sara Outabarrhist, Marlene Palomino, Klevisa Ruci, Oumar Sanogo, Lamin Sidi-Mamman Jacopo Volpi, Luisa Zhou.

Un video documentario, che sarà diffuso successivamente, in cui i giovani, sulla falsariga della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, hanno potuto esprimere la propria idea di Europa, quale ruolo sentono di avere nell’Unione Europea , quale futuro immaginano a partire dalla propria esperienza di vita.

Lo spettacolo-lezione in forma teatrale con la regia e il coordinamento di Gabriella Bordin e in scena Suad Omar e Elena Ruzza.

L’obiettivo e quello di riflettere con i giovani sulla relazione tra la vita delle persone e le norme che la determinano, sul significato di vicinanza/lontananza, appartenenza/partecipazione, relative alle Istituzioni Nazionali ed Europee oltre che sul significato di testimonianza e di azione politica per attivare con i giovani un confronto di esperienze su questi temi raccogliendo materiale testuale sul loro essere o non essere cittadini europei, sulla loro percezione e idea di Europa.

Questo appuntamento di Almateatro si inserisce nel calendario degli appuntamenti per celebrare i 25 anni di attività tutti vissuti all’insegna di una grande passione, finalizzata a promuovere una dimensione civile e politica dell’impegno artistico, per creare comunità e spazi di esercizio di cittadinanza, costruire relazioni e scambi tra differenti appartenenze, dare spazio in scena ad altre lingue, contrastare il razzismo e la xenofobia, coinvolgere le comunità migranti come soggetti culturali.

Comunicato stampa

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