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Attualità | 19 aprile 2019, 08:58

Alla fine ci siamo arresi: estromessi dalle prime quattro dell'Europa calcistica che conta

Al di là dei singoli, la mentalità europea, la consapevolezza di essere lì per giocarsi qualcosa d’importante, l’hanno avuta in tre: Ronaldo, il portierone polacco ed Emre Can

Alla fine ci siamo arresi: estromessi dalle prime quattro dell'Europa calcistica che conta

Ciò che il destino da, a volte toglie. 

E' stata una remuntada fantastica quella con gli spagnoli, esultanza contrapposta a profonda delusione e amarezza per la nottata di Champions con gli olandesi. 

Il risultato poteva anche essere ipotizzabile, ma un così eclatante divario di condizione atletica tra le due squadre era decisamente imprevedibile. La nostra rosa, sebbene fosse stata adattata a causa degli infortuni (proseguiti anche in corso d’opera con la sostituzione di Dybala), faceva comunque presagire una disparità calcistica di non poco conto. Ci hanno surclassato. 

La loro era vitalità allo stato puro, la bellezza agonistica di un gioco che ami. 

Alla fine ci siamo arresi: estromessi dalle prime quattro dell’Europa calcistica che conta. 

Le colpe? Sarebbe facile e sbrigativo individuare dei capri espiatori. Primo tra tutti colui che siede in panchina. Qualcosa anche lui ha sbagliato, è innegabile, ma sarebbe riduttivo e fuorviante dare tutte le colpe al Mister. 

In campo vanno i giocatori e sono loro che determinano, nel bene e nel male, le sorti della partita. 

In questi giorni si sentono, forse anche troppo a sproposito, critiche che fatte a posteriori lasciano il tempo che trovano. 

Sterili, perché tutti sono in grado di tuonare, a giochi ormai fatti. 

Quanti sono coloro che non avrebbero mugugnato se al posto di Bernardeschi ci fosse stato Bentacur? 

Tanti avrebbero voluto Cancelo e Kean fin da subito, quando poi, subentrati in corso d’opera, hanno fatto quasi rimpiangere Dybala e De Sciglio. 

Purtroppo, al di là dei singoli, la mentalità europea, la consapevolezza di essere lì per giocarsi qualcosa d’importante, l’hanno avuta in tre: Ronaldo, il portierone polacco ed Emre Can. Con buona pace di quelli che sostengono che Szczesny vale poco, che non è all’altezza. Senza di lui e il leziosismo di certe giocate olandesi, sarebbe finita ben peggio. Purtroppo per conquistare la cima dell’Europa, ci vuole altro. Il gap da compensare è ancora ampio, specialmente atleticamente e mentalmente. Senza rabbia e determinazione non si va da nessuna parte. 

Quella squadra vista contro gli spagnoli sembrava un lontano ricordo. 

Mi torna in mente mio padre, nel lontano 1973. 

Di ritorno da Belgrado lo ricorderò sempre, quando scuro in volto, disse: "È andata così" Stessa Coppa, identici rivali, sebbene allora con nomi più blasonati. 

L’appuntamento con la Storia è di nuovo rimandato. Per l’ennesima volta. 

Con questo sono 24 anni d’attesa. 

Certo, ben poca cosa se pensiamo che c’è chi ha dovuto attendere ben vent’anni per poter vedere vincere un Derby. 

Almeno questa volta, a chi godrà delle disgrazie altrui, tornerà in mente quella seggiola alzata verso il cielo. 

Buona Pasqua.

Beppe Franzo

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