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Attualità | 19 aprile 2019, 16:48

Da Borgata Frassati i primi stop alle antenne selvagge

Le assemblee condominiali delle palazzine di via Pietro Cossa 293 - interno 40 e 19 - hanno bocciato l'installazione di nuovi apparecchi per la ricezione

immagine di repertorio

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Da Borgata Frassati i primi stop al proliferare delle antenne selvagge.

Le assemblee condominiali delle palazzine di via Pietro Cossa 293 - interno 40 e 19 - hanno bocciato l'installazione di nuovi apparecchi per la ricezione. I residenti dello stabile al 7 avevano detto no in maniera preventiva. 

Una notizia emersa oggi durante la commissione dedicata alla presentazione della petizione di iniziativa popolare, che chiedeva al Comune di Torino di dotarsi di un regolamento per gli impianti radioelettrici che contenga un piano di localizzazione delle antenne. Una richiesta promossa da 596 persone di Borgata Frassati, che ha circa 6 mila abitanti.

"I residenti - ha commentato il Presidente del circolo "L'Aquilone" di Legambiente Armando Monticone - hanno aderito alla proposta che avevamo lanciato di un patto di solidarietà, per dire no al proliferare delle apparecchiature".

"Io - ha spiegato Carlo Cioppa, abitante in un palazzo al civico 293/18 - abito al decimo piano: prima vedevo le montagne da Genova a Milano, ora un'antenna".

"Questa notizia - commenta il Presidente della Commissione Smart City Aldo Curatella - è indice della preoccupazione delle persone, del fatto che nessuno agisca sui rischi per la salute derivanti dall'elettrosmog".

Cinzia Gatti

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