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Politica | 19 aprile 2019, 20:10

Sedici sindaci della cintura chiedono la partecipazione di un rappresentante della Città Metropolitana al gruppo che si occuperà di crisi industriale

La lettera, inviata stamattina al presidente della Regione Sergio Chiamparino e alla sindaca Chiara Appendino ha avuto come primo firmatario il sindaco di Grugliasco Roberto Montà

Sedici sindaci della cintura chiedono la partecipazione di un rappresentante della Città Metropolitana al gruppo che si occuperà di crisi industriale

È stata inviata questa mattina al presidente della Regione Sergio Chiamparino e al sindaco della Città metropolitana di Torino Chiara Appendino, a firma del sindaco di Grugliasco Roberto Montà e di altri 15 sindaci dei comuni dell’area metropolitana (Beinasco, Bollengo, Chiari, Ciriè, Collegno, Druento, Gassino, Moncalieri, Nichelino, Rivarolo, Rivoli, San Maurizio Canavese, Settimo, Volpiano, Volvera), la richiesta di partecipazione di un rappresentante della Città Metropolitana al Gruppo di Coordinamento e Controllo indetto dal Decreto di riconoscimento di crisi industriale complessa per il Sistema Locale del Lavoro di Torino.

«A seguito dell'approvazione del Decreto del MISE – spiegano i 16 sindaci firmatari – abbiamo appreso con stupore dell'assenza di una rappresentanza della Città Metropolitana all'interno del  Gruppo di Coordinamento e Controllo. A nostro avviso è ingiustificata e lesiva del ruolo dell'Ente, che ha il compito di rappresentanza del territorio e delle funzioni assegnate dalla legge in materia di sviluppo economico».

I sindaci spiegano che la partecipazione della Città di Torino e la coincidenza tra le figure di Sindaco del Comune capoluogo e della Città Metropolitana non sono assolutamente di garanzia per un processo che coinvolge 112 comuni del territorio e che ha quale presupposto le “sinergie ai diversi livelli istituzionali”.

I sindaci puntano sul fatto che il richiamo alla necessità di accompagnare lo sviluppo e l'occupazione del territorio, agevolando il recupero, l'eventuale bonifica e la riconversione di aree industriali dismesse, necessita di forme di coordinamento, partecipazione e concertazione che la Città Metropolitana può garantire al meglio, avvalendosi anche delle competenze della propria struttura in tali ambiti. Allo stesso modo i processi di specializzazione, di innovazione e di trasformazione per contrastare la disoccupazione del territorio richiedono un coinvolgimento attivo dei Comuni attraverso la Città Metropolitana.

«È necessario che questo importante intervento – aggiungono i sindaci – non passi come un'azione di sostegno fortemente orientata ai bisogni e ai siti della Città di Torino, ma abbracci in maniera sistemica il territorio interessato dal Decreto, portando a valore i risultati del Piano Strategico che è stato oggetto di confronto con gli attori economici, sociali e istituzionali prima dell'adozione da parte del Consiglio Metropolitano».

Per questo i primi cittadini chiedono di sollecitare il Ministro dello Sviluppo Economico affinché rettifichi il Decreto, prevedendo l'integrazione di un rappresentante della Città Metropolitana, e di attivare a livello territoriale una cabina di regia che sia in grado di garantire la massima partecipazione e il coinvolgimento dei 112 Comuni indicati dal decreto stesso.

comunicato stampa

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