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Settimo | 22 aprile 2019, 11:59

"Non esiste un pianeta B"

Assemblea dei giovani a Settimo Torinese per discutere del cambiamento climatico.

"Non esiste un pianeta B"

Al Dega Urban Lab di Settimo Torinese, si è tenuta un’interessante conferenza sui problemi legati all’inquinamento ambientale, organizzata dal Tavolo Giovani. All’evento hanno partecipato esponenti dei due gruppi che hanno guidato la mobilitazione di migliaia di giovani il 15 marzo a Torino: Climate Save e Fridays For Future. Durante l’assemblea si è discusso delle numerose problematiche legate al cambiamento climatico, tra cui l’inquinamento ambientale degli allevamenti intensivi e delle notevoli quantità di gas serra che ogni anno vengono emesse nell’aria. Il movimento Fridays For Future, rappresentato da Luca Sardo, ha evidenziato come i giovani siano le maggiori vittime del cambiamento climatico, e di come ogni venerdì pomeriggio centinaia di essi si riuniscano in Piazza Castello per protestare e farsi sentire dalle élites politiche, organizzando attività e Flash Mob come la “Trash Challenge” del prossimo 24 aprile. “Abbiamo solo più undici anni per riuscire a fermare il cambiamento climatico, dopodiché dovremo fare i conti col futuro.”

I ragazzi di Climate Safe Torino, tra cui Alice Scalamandrè, Andreea Dragomir, ed Alessia Tagini, hanno esposto al pubblico i loro progetti, ma soprattutto il loro intento nel sensibilizzare le persone e portare la luce sull’enorme impatto dell’industria zootecnica. Punto di riferimento per i ragazzi di Climate Safe è lo scienziato Joseph Poore, la cui ricerca per la Oxford University ha dimostrato come il consumo di prodotti animali sia strettamente correlato allo sfruttamento di risorse e all’inquinamento globale: senza la produzione di carne e surrogati animali (grande richiesta dei consumatori), si riuscirebbe a ridurre l’utilizzo di terreni agricoli del 75%, nonché le emissioni globali di protossido di azoto, un gas serra molto più nocivo del biossido di carbonio, riuscendo comunque a sfamare l’intera popolazione. “In quanto consumatori abbiamo una responsabilità sulle nostre scelte alimentari, il cui impatto sulla Terra, se non consapevoli, avrà enormi ricadute.”

I diversi interventi delle persone ospiti ha confermato come tale tematica coinvolga ed unisca i più sensibili, i quali arrivano a chiedersi perché un argomento così importante riesca a radunare migliaia di giovani solamente nei giorni di Global Strike. Un interessamento maggiore da parte di tutti, soprattutto delle aziende multinazionali, contribuirebbe alla svolta, alla conversione ecologica, che ad oggi, sembra essere l’unica via per cambiare un futuro già scritto.

Alessandro Del Vago

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