Nuove Note - 28 aprile 2019, 05:00

Stefano Turolla: scrivo le mie canzoni per soddisfare un'esigenza interiore di esprimermi

Al momento sta lavorando al nuovo album che rappresenta il proseguimento artistico dei lavori precedenti.

Stefano Turolla: scrivo le mie canzoni per soddisfare un'esigenza interiore di esprimermi

Stefano Turolla approccia la chitarra in modo spontaneo e da autodidatta, scrivendo nel giro di una settimana sei testi in inglese. Da quel momento non ha più smesso di scrivere e suonare. Stefano si definisce un cantautore sui generis perché la scrittura delle sue canzoni si distacca dalla tradizione cantautorale italiana dagli anni Settanta. Le sue canzoni, pur raccontando in modo poetico i nostri tempi, sono molto sintetiche e concise per esprimere subito l'essenza del messaggio e allo stesso tempo avere sempre un ritornello che resti in testa. Al momento sta lavorando al nuovo album che rappresenta il proseguimento artistico dei lavori precedenti. 

Stefano come sei giunto ad imbracciare la chitarra e a cantare?
Ho iniziato a scrivere le mie canzoni per soddisfare un'esigenza interiore di esprimermi. Il mio approccio alla chitarra è avvenuto in modo molto spontaneo da autodidatta e nel giro di una settimana ho scritto i miei primi 6 brani in inglese. In quei giorni ho conosciuto il mio attuale produttore Martino Vergnano il quale, colpito dai miei brani, mi ha convinto a registrare il mio primo Ep. Da quel momento ad oggi è iniziato il mio percorso cantautorale davvero ricco di soddisfazioni e in costante crescita creativa. Ho avuto la fortuna di vincere nel 2016 il concorso Torino Sotterranea e di pubblicare 3 album in italiano e 1 docufilm dal titolo “Aria straordinaria”, che documenta la mia vita musicale e non, tra lavoro, scrittura, live e attività di busker per le vie di Torino, con tutte le difficoltà che ne conseguono.

Tu definisci un cantautore sui generis, come mai?
Mi definisco un cantautore sui generis perchè stilisticamente parlando la scrittura delle mie canzoni in qualche modo si distacca dalla tradizione cantautorale italiana dagli anni Settanta, dove la struttura e la durata dei brani era tipicamente molto estesa come mezzo per poter raccontare una storia, spesso senza ritornelli orecchiabili.

Le mie canzoni, pur raccontando in modo poetico i nostri tempi, sono molto più sintetiche e concise, col tentativo di esprimere subito l'essenza del messaggio e allo stesso tempo avere sempre un ritornello che resti in testa. Per questo motivo il genere potrebbe essere associato in modo errato al pop puro ma ciò che invece lo distanzia notevolmente anche da quest'ultimo, è il suo sound completamente fuori moda e coraggiosamente retrò, a volte con scelte stilistiche completamente anti commerciali e azzardate. Quindi, come dice la parola stessa, uso il termine sui generis proprio per descrivere una caratteristica non precisamente definibile e non comparabile con un'altra, davvero indipendente da ogni influenza o tendenza del momento.  

Forse alla fine definirei il mio genere musicale come indie-pop dalle venature retrò.

Canti di situazioni di vita e sentimenti, da quale prospettiva?

Di professione io faccio il barista, quindi ho a che fare con tante persone e storie di vita diverse. Ascolto e assimilo tutto quanto, e al momento di composizione mi piace impersonare la vita di altri, immedesimarmi nella loro vita fino a identificarmi, e poi lasciare sempre all'interno dei testi una mia impronta personale, che mi riguarda nel profondo, come una vera e propria firma autentica. Il tentativo è una scrittura universale che possa permettere a qualsiasi ascoltatore di riconoscersi e rispecchiarsi in ogni canzone, dove l'amore la fa da padrone come unica soluzione per evadere dai problemi attuali e ne diventi un rifugio segreto e sereno.

Il tuo primo Ep era in inglese, poi sei passato all’italiano. Raccontaci di questo cambiamento.
Ho voluto con decisione passare all'italiano per un 'esigenza forte di comunicare ed esprimere al meglio il mio messaggio interiore.

All'inizio il passaggio è stato molto difficile per via della metrica, ma da quasi subito si è rivelata una scelta azzeccatissima e funzionale che ha segnato una svolta nel mio percorso cantautorale. Nei primi concerti dal vivo ho provato un pò di timidezza nel cantare in italiano proprio perché percepivo da parte del pubblico un'attenzione maggiore nell'ascolto ma in seguito, rotto il ghiaccio, mi sono tolto delle soddisfazioni immense per lo stesso motivo. Sentire intonare un tuo ritornello o vedere le mani andare a tempo da parte del pubblico durante un tuo live, penso sia il massimo del risultato e ti senti pienamente appagato.

Stai lavorando ad un nuovo disco, dacci qualche anticipazione.
ll nuovo disco è il giusto proseguimento artistico partito dagli album precedenti, frutto di una crescita creativa costante e in continua ricerca e sperimentazione. Io e Martino ci stiamo lavorando insieme da Gennaio scorso, cercando ancora di più di curare i dettagli senza mai perdere la spontaneità compositiva iniziale. Dopo l'ultimo album completamente arrangiato con una banda musicale, c'era bisogno di una svolta stilistica fresca e vivace. Saranno 10 tracce, alcune delle quali scritte proprio a 4 mani, con testi sintetici ed efficaci nella loro semplicità, anche un pò a contatto col sentimento sociale attuale dei nostri tempi, ma mai impegnati di fatto. Per quanto riguarda gli arrangiamenti e il sound si tratta di un altro passo avanti nel mio percorso, con un risvolto maggiore di indie pop di buon gusto e un' occhio sempre rivolto al passato.

Il titolo dell'album sarà "Un giorno imperfetto". Siete i primi a saperlo! :)

Lo abbiamo deciso pochi giorni fa con la scrittura a brucio di un ultimo pezzo cruciale per tutto l'album, un pezzo chiave che va a chiudere il cerchio di un album intero che rappresenta a pennello la mia vita fin qui.

Non è ancora prevista una data di uscita sulle piattaforme digitali, ci prendiamo tutto il tempo necessario per terminarlo al meglio anche se personalmente non vedo l'ora che esca!

La tua Torino musicale e non.
Il mio rapporto con Torino è da provinciale. Sono nato e cresciuto a Giaveno e ci abito tutt'ora. Questo mi permette a livello creativo di essere completamente snodato e poco influenzato dalla tendenza attuale torinese, e molto ispirato a livello paesaggistico e naturale dalle mie montagne. Devo ammettere però che il fascino di Torino è davvero notevole e ha un effetto positivo sulla mia creatività. In molti dei miei pezzi viene nominata come sede di storie e avventure amorose, vedi " Il porto di Torino" ( scritta da Martino), "Aria straordinaria", e anche un brano del nuovo album che non vi anticipo. 

Ovviamente frequento moltissimo Torino con la mia attività musicale tra live nei locali, radio, rassegne, e busking in Via Garibaldi, e percepisco intensamente il forte fermento artistico di questa nostra bellissima città.

News, live in programma, appuntamenti.

Una delle novità maggiori è che sto mettendo in piedi una band in elettrico per suonare i miei brani dal vivo, il più fedele possibile alla versione presente negli album in studio. Chi mi conosce e mi segue nei live, sa che fin'ora dal vivo mi sono presentato sempre in solitaria in acustico con voce, chitarra e armonica a bocca. La band può essere un'efficace alternativa per rappresentarmi al meglio e in modo più completo a festival e palchi più grossi. Le prove stanno andando molto bene e in scaletta ci saranno i pezzi migliori e i più elettrici di ogni album, compreso quello nuovo. Per ora, dopo l'ultimo appuntamento a Giaveno Rock dello scorso Aprile, sono in un momento di pausa dai concerti dal vivo, per rifiatare e concentrarmi al meglio sul lavoro in studio.

All'uscita del mio nuovo album "Un giorno imperfetto" faranno sicuramente seguito delle date di presentazione dal vivo tra Torino e provincia, quindi restate pronti. A presto!

 Info su https://www.facebook.com/stefanoturollacantautore/ 

 

 

 

Federica Monello

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