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Attualità | 04 maggio 2019, 14:26

Aspettando la commemorazione al Duomo, la Basilica di Superga si colora di granata (FOTO e VIDEO)

Emozione al Monumentale quando i Sensounico hanno cantato "Un giorno di pioggia". Tante persone in coda a vedere i loculi che ospitano i resti degli Invincibili. Il ricordo del Governatore Sergio Chiamparino

Aspettando la commemorazione al Duomo, la Basilica di Superga si colora di granata (FOTO e VIDEO)

Giovani e anziani, nonni e nipoti, gente che ha visto giocare il Grande Torino e bambini che hanno visto solo la serie B granata, fino a pochi anni fa. Ogni anno si ripete il rito laico di migliaia di tifosi del Toro che salgono a Superga il 4 maggio per rendere onore agli Invincibili.

Sarà per la classifica della squadra di Mazzarri, sarà perché la ricorrenza quest'anno cade di sabato, sarà perché si tratta di una cifra tonda come i 70 anni, ma quelli più esperti dicono che era tanto tempo che non si vedeva così tanta gente. Dalle ore 13 è impossibile arrivare al piazzale di fronte alla Basilica, mentre lungo i tornanti c'è un serpentone continuo di persone che continuano a salire a piedi, per arrivare in tempo per le 17, quando capitan Andrea Belotti leggerà i nomi dei 31 caduti di fronte alla lapide posta sul terrapieno del retro della basilica.

Tra poco, alle ore 15.30, ci sarà la messa in ricordo del Grande Torino al Duomo, anche qui è attesa una grande folla, così come c'è stata una grossa partecipazione qusta mattina al cimitero Monumentale. Dopo il momento del ricordo, con il presidente Cairo e il cappellano granata, Don Riccardo Robella, in molti sono scesi anche a visitare i loculi che ospitano i resti degli Invincibili. Una fila composta e silenziosa di appassionati di ogni età.

All'esterno, invece, si sono susseguiti i ricordi da parte di autorità e tifosi, con il presidente del Museo del Grande Torino Domenico Beccaria, le delegazioni del Benfica e del River Plate (società storicamente gemellate col Torino), con i Sensounico che hanno intonato "Un giorno di pioggia", emozionando tutti i presenti ed emozionandosi anche loro, mentre cantavano e citavano i nomi dei campioni della leggenda.

Questo il ricordo del Grande Torino del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, grande tifoso granata: "Quando la tragedia di Superga arrivò, io ero appena nato. Me ne resi conto dopo, con i primi calci al pallone nel cortile, quando fra gli adulti i discorsi sul canale di Suez si intrecciavano a quelli su Toro e Juve. Ricordo due fratelli, operai, comunisti e torinisti; spiegavano che Superga era un'altra ferita inferta al popolo".

"Fu allora che scelsi il Torino, una scelta che inconsapevolmente andava oltre il pallone, da allora mai più abbandonata. Per molti in quello schianto non morirono solo dei calciatori, ma un sogno con tanti significati. Per questo è scritto nell’epica di una nazione".

Massimo De Marzi

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