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Eventi | 05 maggio 2019, 07:47

I liceali “ciceroni” della Casa del Teatro: “Così ci apriamo le porte verso lo spettacolo”

Appuntamento questa mattina con “La scuola adotta un monumento”, che vede protagonisti gli studenti del liceo artistico “Renato Cottini”

I liceali “ciceroni” della Casa del Teatro: “Così ci apriamo le porte verso lo spettacolo”

Studiano ogni giorno le sfumature di colore, i diversi linguaggi artistici e multimediali, le potenzialità dell’espressione creativa, le dinamiche della messa in scena. Un mondo da vivere e respirare in prima persona, e non solo all’interno delle aule. Per questo gli studenti del liceo artistico “Renato Cottini” si sono lanciati con vero spirito avventuriero nella nuova edizione di “La scuola adotta un monumento”, promossa dal Comune di Torino, scegliendo un luogo a loro particolarmente affine: la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.

Nella giornata di oggi, domenica 5 maggio, i ragazzi della classe 2^C si faranno veri e propri “ciceroni” della struttura inaugurata nel 2006 in corso Galileo Ferraris 266, l’ex cabina elettrica AEM concepita dall’ingegner Clemente Bornati tra il 1927 e il 1928 per portare energia al vecchio stadio comunale, poi attraversata da diversi interventi di recupero a partire dagli anni Novanta, fino a ospitare le attività della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus.

Volevamo adottare un monumento diverso, fuori dal comune”, spiegano gli allievi. “Da noi, l’indirizzo di scenografia può essere considerato per molti una porta verso il mondo del teatro. E Torino può ben definirsi capitale del teatro dell’infanzia, perché è stata tra le prime città in Italia a dedicarsi alle attività teatrali per i più piccoli”.

Il percorso di visita (della durata di 40 minuti) comincia dall’esterno, con la storia della centralina e della riqualifica progressiva dell’edificio, dopo l’abbandono negli anni Settanta, a cura dell’architetto Agostino Magnaghi con altri professionisti dell’edilizia pubblica del Comune. Da qui si passa all’interno, nel foyer – completamente modificato, a eccezione degli assi portanti della struttura originaria –, con l’atrio, la scala, i complementi d’arredo e la presentazione dei diversi spazi. Seguirà un passaggio nella sala piccola da 100 posti, nella caffetteria e nell’arena, fino ad arrivare alla sala grande (300 posti), con l’illustrazione approfondita di tutti gli elementi: platea, carro ponte, sistema di illuminazione, palcoscenico e cabina regia. Per concludere, uno sguardo ai camerini e i laboratori dietro le quinte.

Manuela Marascio

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