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Politica | 08 maggio 2019, 15:12

Salone del Libro, firmato da Chiamparino e Appendino esposto contro editore Altaforte per apologia del fascismo

"È ora - ha spiegato il Governatore - di dire basta, al proliferare di manifestazioni antidemocratiche". La soddisfazione dell'Anpi

Salone del Libro, firmato da Chiamparino e Appendino esposto contro editore Altaforte per apologia del fascismo

Il Presidente della Regione Sergio Chiamparino e la sindaca di Torino Chiara Appendino hanno firmato questa mattina l'esposto alla Procura della Repubblica di Torino contro Francesco Polacchi, responsabile della casa editrice Altaforte, per apologia di fascismo e violazione delle leggi Scelba e Mancino.

Ad annunciarlo il candidato alla presidenza per il centrosinistra alle prossime Regionali, intervenendo questa mattina alla trasmissione "Fatti e misfatti". Chiamparino ha spiegato che "il Salone del Libro è sempre stato un libero spazio di discussione e di confronto tra tesi diverse, anche opposte".

Per il Governatore però le dichiarazioni di Polacchi, che alla trasmissione la "Zanzara" ha detto "io sono fascista", sono la "goccia che fa traboccare il vaso".

"È ora - aggiunge Chiamparino - di dire basta,  con gli strumenti dello stato di diritto, a questo proliferare di manifestazioni antidemocratiche".

L’ANPI Provinciale di Torino apprende con soddisfazione che la Procura di Torino ha sottoposto ad indagine per apologia di fascismo l’editore di Altaforte ospite del Salone del Libro di Torino. La denuncia presentata dalla Città di Torino e dal Presidente della Regione Piemonte Chiamparino fa giustizia delle ambiguità su cui si era avvitata la discussione. Il fascismo e la sua apologia non stanno all’interno della democrazia. Se il fascismo è un crimine, non un’opinione, come disse Giacomo Mattetotti, non può essere accettato dalla comunità democratica e dalle Istituzioni.

L’ANPI , con la sua denuncia della presenza dell’editrice fascista al Salone del Libro, ha richiamato doverosamente la necessità della memoria e dei suoi valori antifascisti.

Cinzia Gatti

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