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Cultura e spettacoli | 09 maggio 2019, 15:00

I genitori di Giulio Regeni portano i suoi libri al Salone del Libro: "Studiava tanto per conoscere il mondo"

Centinaia i ragazzi delle scuole presenti al Bookstock Village nella mattina inaugurale. L'appello: "Serve fiducia per ricercare la verità"

I genitori di Giulio Regeni portano i suoi libri al Salone del Libro: "Studiava tanto per conoscere il mondo"

Un fumetto di Topolino, il "Siddartha" di Herman Hesse, le "Lettere luterane" del conterraneo Pier Paolo Pasolini, un romanzo dell'amatissima Doris Lessing e un testo di grammatica araba, consumato pagina per pagina. Sono questi i volumi presi dalla camera di Giulio Regeni e portati questa mattina al Salone del Libro dai suoi genitori. Un gesto simbolico, nella cornice letteraria più prestigiosa, per avvicinare i centinaia di studenti accorsi nell'Arena Bookstock al mondo intimo e personale di un ragazzo come loro.

"Era molto simile a tanti giovani di oggi, che viaggiano, conoscono le lingue, fanno scelte importanti di vita", ha detto il padre Claudio, aprendo l'incontro inaugurale organizzato con il sostegno di Compagnia di San Paolo, all'interno del percorso "Questo è un uomo". "Giulio sin da giovanissimo iniziò a porsi domande sulle questioni sociali. Come famiglia lo abbiamo sempre aiutato a raggiungere l'autonomia che cercava. Aveva al suo fianco persone responsabili che, tenevano a cuore la sua persona".

Un racconto delicato e avulso dal clamore mediatico di cui il brillante studioso friulano è stato ricoperto in questi anni, dopo il ritrovamento del suo corpo al Cairo il 3 febbraio 2016. "Giulio apprezzava moltissimo il dialogo con gli altri, soprattutto di culture diverse, non sempre facile", ha proseguito Claudio Regeni nel suo racconto. "Al Collegio del Mondo Unito, dove ha studiato, conviveva con ragazzi di 80 nazionalità diverse, ricavandone ricchezza e cercando di trasmettere agli altri la propria tradizione, in uno scambio reciproco continuo".

Ed è proprio ai ragazzi che la famiglia Regeni si rivolge nel portare avanti una missione di giustizia e verità. "La violazione dei diritti umani di cui Giulio è stato vittima - ha sottolineato la madre Paola - avviene ogni giorno nel mondo. Abbiamo sempre dato fiducia alle nostre istituzioni così come a tutti i media, e persino ai social, che, se usati per fidi solidali, sono una vera potenza".

"Lo studio ha sempre accompagnato Giulio - ha continuato -, fin da piccolo, quando alle elementari leggeva Topolino e approfondiva da autodidatta tutti i temi incontrati. Si è costruito un curriculum internazionale, ma poi questo studio l'ha portato alla morte".

"Nello sviluppo delle indagini, il tempo gioca a nostro favore", ha detto la legale della famiglia, Alessandra Ballerini, "e questo anche grazie a voi: sempre più persone conoscono Giulio. Chi ci sostiene è sempre più numeroso e arrabbiato per la mancanza di verità. Molti che sanno e prima non lo facevano stanno iniziando a parlare. Sentiamo sulla pelle che sarebbe potuto succedere anche a noi. Vogliamo scoprire tutto e conoscere chi l'ha permesso".

Manuela Marascio

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