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Attualità | 10 maggio 2019, 15:46

A Pinerolo i cattolici e i valdesi aprono le porte ai musulmani

Due sale a disposizione per il Ramadan: “La nostra si conferma città ecumenica”

A Pinerolo i cattolici e i valdesi aprono le porte ai musulmani

“Non abbiamo una moschea e il nostro spazio in corso Torino non è sufficiente per ospitare chi viene a pregare per il Ramadan”. Da questa necessità della comunità islamica, è nata una nuova collaborazione tra confessioni religiose del territorio. I cattolici e i valdesi, infatti, hanno messo a disposizione due sale per questi 30 giorni. I primi il salone dell’Engim e i secondi uno spazio all’interno del complesso del Tempio valdese.

“Vista la carenza di spazi, abbiamo pensato di chiedere al Comune se ci trovava un luogo adatto” spiega Rami Musleh, consigliere comunale di maggioranza con delega ai rapporti con la comunità islamica, di cui fa parte, e che raggruppa circa 600 persone.

“Noi non avevamo un posto adatto e ho pensato di sentire le Chiese cattolica e valdese per vedere se potevano trovare una soluzione” rivela il sindaco Luca Salvai.

“Abbiamo fatto un incontro in Comune e la proposta ha subito raccolto la nostra disponibilità – racconta il pastore valdese di Pinerolo Gianni Genre –. C’è già in piedi un gruppo di amicizia islamo-cristiana che ha organizzato diversi incontri e iniziative come il corso di arabo al Buniva. Questo ci sembrava un altro passo avanti”.

Gli fa eco il vescovo di Pinerolo Monsignor Derio Olivero: “Ci è sembrato ovvio aiutare la comunità islamica. È un gesto di collaborazione su questioni che per noi cattolici sono importanti: la preghiera e l’inclusione sociale”.

La disponibilità, ovviamente, ha dato grande soddisfazione al sindaco: “Ringrazio le due Chiese che si sono occupate di trovare uno spazio per i musulmani. Pinerolo si conferma terra di ecumenismo, di dialogo e di accoglienza”.

Anche Musleh è grato di questa apertura: “«È un gesto che ci aiuta a sentirci sostenuti e che alimenta un legame di rispetto e collaborazione, perché oggi noi riceviamo qualcosa e domani lo daremo”.

Marco Bertello

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