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Economia e lavoro | 17 maggio 2019, 16:52

Artigiani con vista sull'Europa: "Più tutela per noi piccole imprese e più gioco di squadra"

Confartigianato punta il dito: "In passato abbiamo perso dei treni, mandando gente che non conosceva il nostro settore. A volte nemmeno sapevano l'inglese"

Artigiani con vista sull'Europa: "Più tutela per noi piccole imprese e più gioco di squadra"

A circa una settimana dal voto, in mezzo a tanti incontri in vista delle Regionali gli artigiani piemontesi di Confartigianato hanno voluto presentare le proprie necessità andando oltre i confini piemontesi. Lo hanno fatto incontrando i candidati del territorio alle Europee.

"Durante la presidenza Juncker non c'è stato un occhio di riguardo per le piccole e medie imprese. E anche lo small business act, tanto decantato, poi non ha dato grandi risultati", va subito al punto Luca Crosetto, vicepresidente europeo di SMEunited. "Invece vogliamo un'Europa che sappia tutelare il made in, con normative che consentano la tracciabilità e la riconoscibilità dei nostri prodotti. Dalla prossima Commissione UE vogliamo un nuovo approccio per quel 98% di imprese che vogliono continuare a produrre in un'Europa che le sostenga".

C'è qualche rammarico: "In passato abbiamo perso dei treni mandando in Europa persone che non erano pronte a fare lobby, che non conoscevano il mondo delle piccole e medie e che magari nemmeno conoscevano l'inglese", dice amaramente Crosetto.

Sul tavolo degli aspiranti eurodeputati, dunque, gli artigiani collocano un documento fitto di contenuti. "Una serie di richieste per i prossimi 5 anni - dice Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte - riassunte in '10 proposte, 5 anni per agire'. Vogliamo offrire concretezza su 40 temi da aggredire da cui discenderanno le politiche su internazionalizzazione, mercato, digitalizzazione, politiche sociali ed economia circolare. Temi dove la competenza europea è preponderante rispetto a quella nazionale. Ci aspettiamo un'Europa molto più a misura di micro e piccola impresa".

"Occorrono politiche mirate soprattutto sull'imprenditoria femminile - aggiunge Felici - che è l'unica a crescere, ma che vede proprio le donne costrette a operare in condizioni di estrema difficoltà. Sono molto più efficaci di noi uomini, ma sono chiamate a fare 3-4 mestieri insieme, mentre gli uomini è tanto se ne fanno uno, uno e mezzo".

I numeri dicono che in Europa le medie e piccole imprese sono 23,8 milioni (il 99,8% delle imprese totali) e generano il 67% dei posti di lavoro totali, pur con una media di 4 dipendenti, contribuendo al 60% del valore aggiunto in area Ue. 

Massimiliano Sciullo

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