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Attualità | 19 maggio 2019, 17:07

L’Empoli spegne i sogni europei del Toro

Gli ex Acquah e Brighi castigano la squadra di Mazzarri, cui non è bastato il momentaneo pareggio di Iago Falque. Di Lorenzo firma il 3-1, Caputo cala il poker nel finale, castigando una difesa inspiegabilmente distratta. Ma i 5 mila tifosi arrivati in Toscana hanno comunque applaudito i giocatori per la grande stagione

L’Empoli spegne i sogni europei del Toro

Svanisce ad Empoli, in un pomeriggio di maggio che sembrava più d’autunno che di primavera inoltrata, il sogno europeo del Toro. La seconda sconfitta esterna del campionato obbliga la squadra di Mazzarri a dover rimandare alla prossima stagione gli orizzonti di gloria (salvo che siano vere le voci che parlano di un Milan disposto a rinunciare all’Europa League, per poter chiudere la vertenza aperta un anno fa con l’Uefa per il mancato rispetto del fair play finanziario).

Il Toro del Castellani è stato la fotocopia sbiadita di quello ammirato tante volte in questa stagione, quasi che avesse sentito il peso di una partita in cui non poteva sbagliare, dopo che la vittoria della Lazio in Coppa Italia costringeva ad acciuffare il sesto posto per centrare l'obiettivo. Mai il Toro aveva preso quattro gol, mai la difesa aveva ballato tanto come in questo pomeriggio iniziato sotto l’acqua e finito con il sole a squarciare le nuvole.

L’Empoli è sembrato averne di più, dopo il momentaneo pareggio di Iago Falque a inizio ripresa che aveva illuso i cinquemila tifosi che avevano colorato di granata la curva sud dello stadio toscano. La formazione di Andreazzoli ha giocato con il coltello tra i denti, ha lasciato sul campo ogni stilla di sudore, sapendo che solo una vittoria poteva valere concrete speranze di salvezza, consentendo di scavalcare il Genoa, lasciato da solo al terzultimo posto.

A condannare un Toro lento in mezzo al campo, svagato in difesa e pericoloso solo con Belotti in attacco (se si eccettua il lampo di Iago) ci hanno pensato due ex: Acquah nel primo tempo, grazie al grave errore di un evanescente Ola Aina, poi è stato il turno di Brighi a metà ripresa, in campo da pochi secondi ma subito decisivo. L’immediato 3-1 dell’ottimo Di Lorenzo ha fatto scorrere i titoli di coda con venti miuti di anticipo sul 90’, anche se l’Empoli ha trovato ancora il modo di calare il poker con Caputo.

Risultato forse eccessivo nelle dimensioni, perché fino al 2-1 la gara era stata equilibrata, ma ineccepibile nella sostanza. I padroni di casa hanno festeggiato al termine e adesso si andranno a giocare la salvezza a San Siro contro l’Inter, costringendo il Genoa a rincorrere, dopo essere stato tutto il campionato in una posizione tranquilla.

La cosa più bella, l’unica del pomeriggio del Toro, è stato il lungo applauso che ha accompagnato i giocatori alla fine, quando si sono recati sotto la curva, che non aveva mai smesso di cantare e di sventolare le sciarpe anche dopo il terzo gol dell’Empoli. La gente ha capito quanto di buono ha fatto una squadra capace di mettere assieme 60 punti, una quota che due volte su tre è sufficiente per andare in Europa. Ma non lo è stato in questa stagione in cui tutti davanti hanno viaggiato a mille. Per questo, domenica prossima contro la Lazio Belotti e compagnia andranno comunque applauditi, perché hanno messo assieme, numeri alla mano, la migliore stagione degli ultimi 25 anni.

Cronaca. In un pomeriggio piovoso e freddo, il Toro arriva ad Empoli seguito da quasi cinquemila tifosi, che colorano di granata una bella fetta dello stadio Castellani. La squadra di Mazzarri (per l’occasione in maglia bianca) scende in campo con il 3-4-2-1 delle ultime uscite, con Berenguer e Baselli al servizio di capitan Belotti, mentre tocca a Ola Aina rimpiazzare l’assente Ansaldi,  con Rincon che riprende il suo posto in mezzo al campo ai danni di Lukic. Nell’Empoli non c’è Krunic, a lungo oggetto del desiderio dei dirigenti granata, con l’ex Acquah che lo sostituisce nel reparto ma non nei compiti, visto che il ghanese si piazza davanti alla sua difesa. L’avvio è al piccolo trotto su entrambi i fronti, con la tensione a farla da padrone. Il primo brivido arriva per un presunto tocco di Izzo con il braccio sul cross di Traorè, che scatena le proteste dell’Empoli, ma il difensore respinge con la schiena e l’arbitro Mazzoleni giustamente lascia proseguire (probabilmente dopo consulto audio con il Var).

Al 10’, dopo una palla persa di Ola Aina, bel tiro di Farias e grande risposta di Sirigu, che si salva in corner, a confermare il predominio dei padroni di casa toscani. Al quarto d’ora Maietta, con un bell’intervento, salva su una iniziativa di Belotti, primo squillo offensivo dei granata. Farias due volte fa girare la testa a Izzo e si rende pericoloso, ma il vantaggio che l’Empoli trova al 26’ è figlio di un erroraccio di Ola Aina, con Pajac bravissimo a far ripartire subito i toscani, servendo Acquah che non ha pietà dell’ex compagno Sirigu. Il Toro si scuote e al 34’ Dragowski nega il pareggio a Belotti, che ormai ci ha preso gusto a cercare il colpo ad effetto in sforbiciata dopo la partita col Sassuolo. Il Gallo ci riprova subito dopo, su cross di De Silvestri, andando vicino di testa al gol del pareggio, con la palla che sibila a fil di palo.

La formazione di Mazzarri è anche sfortunata, perché al 40’ solo il legno e un fortunoso tocco sulla linea di Acquah negano all’inzuccata del solito Belotti la rete dell’1-1, mentre Nkolou evita guai a pochi secondi dall’intervallo su una incursione di Caputo, l’unico spunto offensivo dei padroni di casa nel quarto d’ora finale del primo tempo. La ripresa inizia con il Toro che prova a riprendere di nuovo il comando delle operazioni e Mazzarri che non aspetta neppure dieci minuti per mettere dentro Iago Falque e giocare la carta delle due punte di ruolo, con l’uscita di un deludente Ola Aina. E lo spagnolo impiega pochi minuti per lasciare il segno, con un sinistro a giro che (con l’aiuto del palo) vale il meritato pareggio, caoace di scatenare l’entusiasmo della Maratona itinerante al seguito dei granata.

L’Empoli non ci sta e Caputo obbliga Nkoulou a un salvataggio importante al quarto d’ora, mentre tre minuti dopo Andreazzoli opera il suo primo cambio, con un ex granata che ne rileva un altro, Brighi per (il sofferente) Acquah. E proprio il nuovo entrato, colpevolmente dimenticato dalla difesa granata al primo pallone toccato, firma di destro il 2-1, dopo il tentativo di Di Lorenzo respinto da Baselli. E al 25’ è lo stesso Di Lorenzo, difensore dai piedi buoni, a firmare la terza rete, approfittando di un Izzo e di una retroguardia andata in bambola, con Mazzarri che poco prima aveva rischiato il tutto per tutto, inserendo anche Zaza, per varare un 4-3-3 iperoffensivo.

Nel finale l’Empoli potrebbe dilagare, Dragowski si erge a protagonista su Zaza, con le squadre lunghissime e tutti gli schemi saltati, ma ormai per il Toro tutto si era fermato a quei cinque minuti di blackout in cui i padroni di casa hanno colpito due volte, legittimando la vittoria e le loro speranze di salvezza, dopo il sorpasso sul Genoa. Il sigillo di Caputo ha scatenato la gioia del pubblico toscano, per la terza vittoria di fila che ha aperto orizzonti impensabili solo qualche settimana fa.

Empoli - Torino 4-1

EMPOLI (3-5-2): Dragowski; Maietta (32’ st Veseli), Silvestre, Dell’Orco; Di Lorenzo, Traore (46’ st Capezzi), Bennacer, Acquah (18’ st Brighi), Pajac; Farias, Caputo. All. Andreazzoli.

TORINO (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Meité (23’ st Zaza), Rincon, Ola Aina (8’ st Iago Falque); Baselli (33’ st Lukic), Berenguer; Belotti. All. Mazzarri.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo

Reti: 26’ Acquah, st 11’ Iago Falque, 20’ Brighi, 25’ Di Lorenzo, 43’ Caputo

Ammoniti: Farias, Berenguer

Massimo De Marzi

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