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Economia e lavoro | 20 maggio 2019, 10:55

Regionali, l'appello di commercio e artigianato: "Vogliamo avere voce nelle discussioni: serve un assessorato specifico"

Rete Impresa Italia ha consegnato un documento a Bertola, Boero, Chiamparino e Cirio. "Noi non delocalizziamo e siamo i più vicini alla gente: serve sostegno per innovazione, turismo e credito"

Regionali, l'appello di commercio e artigianato: "Vogliamo avere voce nelle discussioni: serve un assessorato specifico"

"Siamo l'impresa che non delocalizza ed è più vicina al territorio ai cittadini". Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e oggi anche di Rete Imprese Italia, sintetizza così il "peso specifico" che il mondo delle piccole e medie imprese (commercio e artigianato) vuole mettere sul piatto della bilancia in vista delle prossime Regionali, incontrando i candidati Giorgio Bertola, Valter Boero, Sergio Chiamparino e Alberto Cirio.

"L'economia reale in questo momento paga un peso fiscale e burocratico enorme rispetto all'economia digitale e per noi è una concorrenza del tutto sleale", prosegue Coppa "e quasi mai la politica si occupa dei nostri settori, anche se restano quelli strategici per il Paese".

"Servono più risorse per le piccole e medie imprese, tenendo presente anche il mondo del turismo - aggiunge Fabrizio Actis, presidente di CNA Piemonte - e serve una vera concertazione con le nostre categorie, non solo incontri burocratici".

Sono voci che parlano a nome di 306mila imprese con meno di 10 dipendenti in regione (su 321.758) e che assorbono il 42,32% della forza lavoro. Quelle con meno di 5 addetti sono 289.794 e danno lavoro al 34% degli occupati. "Servono piani per le infrastrutture, anche quelle immateriali come la banda larga nelle zone meno centrali, sostegno al credito e dunque al sistema dei confidi, così come un piano sull'efficientamento energetico. Bisogna passare all'affidamento diretto dei lavori più piccoli", conclude Actis.

E sul turismo punta anche Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti: "I dati migliorano, ma altre nazioni fanno meglio di noi. Servono promozione e accoglienza, ma soprattutto i collegamenti e la possibilità di innovare aperta a ogni singolo operatore. In generale non è giusto lasciare il tema dell'innovazione solo alle grandi imprese". E altrettanto importante è la rigenerazione urbana: "Un processo dove il commercio è un elemento molto presente, dopo anni di desertificazione. Siamo una società dove sono sempre di più i nuclei formati da una persona sola e qui il commercio di vicinato, diffuso e innovativo, può andare incontro alle loro esigenze".

"Bisogna andare avanti su quanto fatto fin qui sul Fondo centrale di garanzia - aggiunge Carlo Napoli, segretario di Confartigianato Piemonte -, senza dimenticare il piano 4.0 che deve valorizzare il territorio, ma bisogna fare in modo che possano accedere anche le piccole e medie imprese. Serve un assessorato dedicato in modo specifico ai nostri comparti".

Massimiliano Sciullo

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