Attualità - 21 maggio 2019, 19:00

I postini tornano in centro: Poste Italiane (ri)apre lo stabilimento di distribuzione Torino Nizza in via Arsenale

Saranno 41 i portalettere che serviranno i cap 10121, 10122 e 10125. Tra di loro anche Eva, una delle 22 dipendenti stabilizzate in città dal 2018 a oggi

I postini tornano in centro: Poste Italiane (ri)apre lo stabilimento di distribuzione Torino Nizza in via Arsenale

Il postino suona sempre due volte, ma da questa settimana potrà fare meno strada prima di consegnare lettere e pacchi. Almeno per quanto riguarda gli indirizzi delle aree dei cap 10121, 10122 e 10125: si tratta di un'area di 28mila abitazioni, 3900 numeri civici e 8mila attività. 

Poste Italiane ha infatti attivato un nuovo centro di distribuzione in via Alfieri, che rappresenta l'avvio del piano di riorganizzazione su scala nazionale delle Poste. Anche gli altri 5 uffici di Torino (Grosseto, Marsili, Montalciata, Tazzoli e Reiss Romoli) sono stati però riorganizzati, sempre in un'ottica di riduzione dei tempi di percorrenza e di efficienza complessiva, sulla scia di una consegna che non si ferma più alle 14 ma si spinge fino alle 19.45 e che ha visto aggiungersi anche il sabato.

"Siamo in un ufficio nel centro di Torino, in un palazzo storico tra i più importanti di Poste Italia - Gabriele Marocchi, responsabile ingegneria Nord Ovest - e da qui partiranno 41 postini ed era da molto tempo che non si apriva più un centro di distribuzione nel centro di Torino. Si avvicineranno alle zone di consegna: a piedi, in bicicletta o in moto, soprattutto mezzi elettrici a tre ruote che da qualche mese abbiamo adottato per garantire anche sostenibilità, oltre a una maggiore capienza e che saranno sempre più impiegati". In tutto, saranno una cinquantina le persone che lavorano nel nuovo ufficio.

Nuova vita dunque per "Torino Nizza", nome scelto - anche se ci si trova in via Arsenale 11 - in onore del palazzo che una volta era operativo a pochi passi dalla stazione di Porta Nuova. "Un'inversione di tendenza, legata anche allo sfruttamento di spazi che prima erano adibiti ad altro, un ufficio di corrispondenza per casellisti", prosegue Marocchi. "Clienti con grandi volumi, soprattutto istituzionali, come potevano essere banche, oppure aziende come Fiat, che preferivano venire a recuperare la posta piuttosto che farsela recapitare".

Dal 2006 il volume di corrispondenza è crollato in Italia di quasi il 50% (è finita l'epoca delle cartoline e delle lettere), ma a fronte di questo sta esplodendo il mercato della consegna dei pacchi, legato all'e-commerce. Amazon e dintorni, insomma. Anche se i tassi di crescita, seppure a doppia cifra costante, ci colloca in posizioni che sono ancora in ritardo rispetto al resto d'Europa. "Ma spesso il cliente può non essere in casa al momento della consegna e allora si sta cercando di diversificare il servizio per soddisfare e intercettare le necessità del cliente".

Non solo ampliando gli orari e con nuove tecnologie che aiutano a seguire e tracciare il pacco, ma anche con alleanze sviluppate per esempio con le 58 tabaccherie, in cui è possibile concordare consegne e ritiri.

Un altro orizzonte innovativo è quello dei locker, veri e propri "armadi" con 32 spazi in cui ritirare o spedire pacchi. L'unico attivo per ora a Torino, dei 300 in Italia, si trova a Porta Nuova. E poi, grazie alla dotazione del nuovo palmare android, grazie al portalettere sarà possibile anche effettuare ricariche, pagamenti e addirittura stampare grazie a una stampante portatile.

Per l'area che sarà servita dal centro di Recapito Nizza si stimano 2865 invii di corrispondenza ordinaria ogni giorno e circa 418mila per pacchi e posta da firmare per il ritiro. Con il nuovo meccanismo di Joint Delivery, sono stati 220mila i pacchi consegnati nel 2018, con 3 milioni di posta registrata e 8 mila chili di posta media consegnata quotidianamente.

Intanto Poste Italiane progredisce anche a livello occupazionale, sul territorio. Dal 2018 sono 22 i dipendenti di Poste Italiane stabilizzati dopo 30 mesi di contratti a termine, 94 in provincia e 210 in regione. È la storia, per esempio, di Eva Fortunato, 36 anni, da pochi mesi stabilizzata proprio a Torino. "Sono arrivata da Catania per amore e ho mandato un curriculum a Poste Italiane - ricorda -. Nel 2015 sono stata assunta a tempo determinato e a gennaio 2019 sono passata a tempo indeterminato. Un passo importante, visto che avendo un figlio è una garanzia importante anche in termini di progettualità come famiglia, insieme al mio compagno".

"All'inizio non conoscevo la città e il territorio, ma anche grazie ai colleghi mi sono trovata nel posto giusto e ho potuto superare le difficoltà - prosegue -: è un lavoro che mi piace, soprattutto il contatto con la gente e infatti studio anche sociologia. Spero di poter concludere il mio percorso, visto che il lavoro lo permette. Forse il figlio non tanto", scherza. "Quando l'abbiamo scoperto abbiamo festeggiato, sono saliti anche i miei genitori per celebrare l'evento".

Massimiliano Sciullo

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