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Attualità | 23 maggio 2019, 18:52

La Commissione Europea al Giro d’Italia: "Un viaggio tra i progetti che abbiamo sostenuto"

Nella tappa con partenza da Cuneo e arrivo a Pinerolo, presente il capo rappresentanza a Milano della Commissione Europea: “La corsa rosa è straordinaria”

La Commissione Europea al Giro d’Italia: "Un viaggio tra i progetti che abbiamo sostenuto"

Raccontare il lavoro svolto dall’Unione Europea con il Giro d’Italia: è questo l’obiettivo del camper blu della Commissione Europea, presente alla 102esima edizione della corsa rosa.

La tappa di oggi, giovedì 23 maggio, con partenza da Cuneo e arrivo a Pinerolo, è stata seguita dal capo rappresentanza a Milano della Commissione Europea Massimo Gaudina, che prima dell’arrivo dei corridori e della maglia rosa ha spiegato la presenza dell’UE alla corsa rosa: “Il Giro d’Italia è un percorso costellato da migliaia di siti naturali, archeologici che in questi anni hanno ottenuto il nostro sostegno” ha affermato Gaudina. I ciclisti infatti hanno percorso una tappa in grado di toccare da vicino diversi progetti finanziati dall’Unione Europea sul territorio italiano. La corsa, di fatto, è l’occasione per raccontare il lavoro svolto.

 

Un lavoro che in cinque anni ha permesso di finanziare progetti in Piemonte per un totale di un miliardo e mezzo di euro: “Questa mattina eravamo a Cuneo, dove abbiamo riqualificato il centro storico con fondi europei o l’area dell’ex foro Boario” ha spiegato Gaudina. Azioni concrete sul territorio. “Siamo passati vicini al castello della Matta, vicino al parco fluviale Gesso e Stura, il percorso ciclistico Veloviso, anche questo finanziato con i finanziamenti europei” ha poi concluso il capo rappresentanza a Milano della Commissione Europea.

 

Il segreto del Giro d’Italia in fondo è anche questo: unire alla bellissima competizione sportiva un viaggio attraverso le meraviglie del nostro paese. Un concetto chiaro a Gandina, che motivando la presenza dell’UE al Giro, ha poi ricordato Antonio Megalizzi, radiocronista ucciso a Strasburgo inseguendo un sogno, quello di raccontare l’Europa: “Il Giro suscita passione ed emozione, la gente ha voglia e ha bisogno di divertirsi. In questo nostro viaggio ci aiutano testimonial di assoluto spessore e reti di informazione europea sul territorio, oltre ai giovani giornalisti radiofonici come Antonio Megalizzi che ha perso la vita a Strasburgo”.

 

Andrea Parisotto

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