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Economia e lavoro | 26 maggio 2019, 17:25

Circa 74mila torinesi in meno entro il 2027: cambia la città (e anche il modo di fare impresa)

Lo rivela uno studio Cresme-Angaisa. In Piemonte il calo sarà di 113mila unità. Ma il settore dei termosanitari ha iniziato bene il 2019, "merito degli ecobonus, ma ora temiamo l'aumento dell'Iva"

Circa 74mila torinesi in meno entro il 2027: cambia la città (e anche il modo di fare impresa)

Circa 74mila torinesi in meno entro il 2027, ovvero un calo di oltre il 3% della popolazione tra saldo nascite e morti e decrescita dell'immigrazione. Addirittura 113mila in Piemonte. E se in Italia (che perderà oltre un milione di abitanti) c'è sicuramente chi sta peggio, chi fa impresa da queste parti deve tenere d'occhio questo dato, accanto a quello del mercato del proprio settore.Ecco perche, a fare i conti insieme al Cresme, si sono messi i responsabili di Angaisa, associazione di categoria che rappresenta i distributori termosanitari. "La nostra categoria da sempre è influenzata dall'andamento generale del mercato - dice Corrado Opizzi, segretario generale di Angaisa - e conoscere e presidiare il territorio resta essenziale, capire come è cambiato il mondo di comprare e vendere casa. Oggi da Torino parte il road show che analizza le singole province e regioni, che saranno anche interessate dal calo demografico". Cambierà dunque anche il modo di fare impresa nel settore termosanitari: "Ci aspettiamo dunque di vendere maggiormente strumenti per anziani o disabili".

Piastrelle, sanitari e dintorni. Un mondo che si regge sulla ristrutturazione delle case. "Stiamo vivendo un inizio di 2019 migliore del previsto, con un +6% abbondante a livello nazionale nel primo trimestre, grazie proprio alle manutenzioni e alle detrazioni fiscali su edilizia ed ecobonus. In Piemonte siamo a +3,39% - continua Opizzi -. Sono misure che mantengono un grosso appeal e speriamo che l'attuale governo le confermi. Ma resta l'incertezza legata al quadro sia economico che politico, soprattutto per il rischio di aumento dell'Iva".

"Il rischio è che si verifichi una frenata - aggiunge il presidente di Angaisa, Enrico Celin - forse già a partire da aprile. Anche la fiducia e i consumi lo confermano. E i numeri sul calo demografico ci spingono a guardare con ancora più attenzione alle micro aree: gli interventi e la conduzione politica e sociale incidono molto su questi fattori".

Massimiliano Sciullo

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