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Eventi | 26 maggio 2019, 07:54

La gentilezza dell'arte prende a pugni i prepotenti: al Teatro Stabile è "Fair Play"

La stagione 2019/20 si aprirà il 7 ottobre con "Rumori fuori scena" di Michael Frayn al Teatro Carignano. 74 i titoli in cartellone, con una prevalenza di autori contemporanei e viventi

La gentilezza dell'arte prende a pugni i prepotenti: al Teatro Stabile è "Fair Play"

Oltre 500 alzate di sipario che aprono la scena sul tempo presente e la società di oggi. Il Teatro Stabile di Torino annuncia la nuova stagione 2019/20 con un ricchissimo programma di ben 74 titoli, che riflettono sul mondo attuale grazie al protagonismo delle produzioni e le voci di grandi drammaturghi contemporanei capisaldi del Novecento. Una scelta che rispecchia "la vocazione di un teatro come ambiente capace di accogliere una comunità fatta di tanti pubblici con aspettative diverse", ha spiegato il direttore Filippo Fonsatti. Mantenere, quindi, un’identità artistica unitaria pur ricoprendo funzioni plurali, al servizio della comunità, vicino alla gente.

E, forte della crescita dei numeri - come ha illustrato il presidente Lamberto Vallarino Gancia, con +22% di recite nel 2018 prodotte e coprodotte rispetto al 2017 e + 4% di spettatori -, lo Stabile quest'anno sceglie di schierarsi tra i veri lottatori. E lo fa eleggendo a immagine guida una bambina, un po' malinconica e corrucciata, che indossa dei guantoni da pugile e si prepara a farsi valere contro un nemico non meglio identificato. "Fair Play" il tema della stagione: inteso in primis come urgenza di correttezza etica - "in una società globale che si caratterizza sempre più per una dialettica manichea", ha commentato Fonsatti -, appoggiando le fondamenta del pensiero sul vecchio sistema della polis greca, dove la comunità si ritrovava costruendo democrazia.

Ma non solo: l'immagine di un'infanzia combattente condensa la forza mediatica dell'attivista svedese Greta Thunberg e l'universo letterario dipinto con dolcezza da Elsa Morante in "Il mondo salvato dai ragazzini". “La boxe del manifesto – ha sottolineato il direttore artistico Valerio Binascomi dice che noi siamo i lottatori, i paladini di un’arte profondamente umana, che ispira dolcezza e alla dolcezza si ispira, ma se qualcuno prova a fermarci gli rompiamo il naso”.

Sotto questa spinta grintosa – che vanta l’ossimoro di una delicata aggressività –, il cartellone prenderà ufficialmente il via il 7 ottobre con una delle commedie più geniali ed esilaranti del XX secolo: Rumori fuori scena di Michael Frayn, al Teatro Carignano fino al 27. Un vero e proprio cult che segnerà, tra l’altro, il ritorno sul palco dello stesso Binasco, regista e interprete, abile tessitore di trame comiche nel solco di Shakespeare, Molière, Goldoni. E sarà un altro monumento novecentesco a mettere il punto finale alla stagione: Uno sguardo dal ponte, di Arthur Miller, sempre diretto e interpretato dal direttore artistico dello Stabile.

Due titoli che testimoniano la direzione contemporanea intrapresa quest’anno: basti pensare che, al Teatro Gobetti, su 26 opere in programma, ben 19 sono di autori viventi, da Ascanio Celestini a Marco Malvaldi, da Michel Marc Bouchard a Stephen King (con la trasposizione del celeberrimo Misery, firmata Filippo Dini). A Moncalieri, poi, le Fonderie Limone ospiteranno unicamente autori odierni tra cui spicca la riscrittura della Bancarotta di Goldoni ad opera di Vitaliano Trevisan, con Natalino Balasso.

Un altro importante filone è riservato alle donne, con ben 17 proposte. Storie al femminile che sfidano direttamente in scena ogni pregiudizio, stereotipo e sopruso rispecchiando appieno le cronache dell’ultimo secolo. Dalla Casa di Bernarda Alba, il dramma più noto di Federico García Lorca, qui diretto d Leonardo Lidi, allo Zio Vanja di Čechov, affidato a Krista Szekely del Teatro Katona di Budapest, non mancheranno gli spunti di riflessione sull’esigenza di diritti, libertà e speranza contro l’oppressione di genere.

Infine, spazio alle celebrazioni: il Mistero buffo di Dario nel cinquantesimo anniversario delle prima rappresentazione, curato da Eugenio Allegri, con la presenza istrionica di Matthias Martelli, e i centenari della nascita di Fausto Coppi (Affollata solitudine del campione, Gian Luca Favetto) e di Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano (Fuoriusciti, Giovanni Grasso).

Il programma completo è disponibile sul sito: www.teatrostabiletorino.it

Manuela Marascio

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