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Politica | 28 maggio 2019, 07:43

Regionali, i dati definitivi: per Alberto Cirio un trionfo che sfiora il 50% dei voti

Un piemontese su due di coloro che si sono recati alle urne ha scelto il candidato del centrodestra. Chiamparino sotto il 36%, mentre Bertola si ferma al 13,62%. Lega primo partito, Pd secondo

Regionali, i dati definitivi: per Alberto Cirio un trionfo che sfiora il 50% dei voti

All'alba del giorno dopo, tra i dati del ministero dell'Interno mancano ancora due sezioni in tutto il Piemonte (una in provincia di Torino e una nel Cuneese), ma la sostanza dei numeri non lascia margine ai dubbi: Alberto Cirio, sostenuto dalle forze di centrodestra, non ha solo vinto, ma ha letteralmente stravinto le elezioni Regionali 2019.

Sarà lui, dunque, a prendere il posto di Sergio Chiamparino: per l'ex vicesindaco di Alba (poi già assessore regionale ed eurodeputato) ha votato praticamente un piemontese avente diritto su due. Lo scrutinio parla infatti di 1 milione 91mila e 136 preferenze, pari al 49,85%. Una cavalcata trionfale che, a parte un primo momento quando lo spoglio non aveva ancora valore statistico, l'ha visto poi prima scavalcare e poi lasciare nettamente alle proprie spalle il governatore uscente che, sostenuto dal centrosinistra, ha raccolto 783.529 voti, pari al 35,8%. Una distanza enorme, che nessun exit poll aveva lasciato anche solo intuire e che nemmeno i sondaggi pre elettorali avevano prefigurato.

Ma di sconfitta si parla anche nel campo del Movimento Cinque Stelle. Giorgio Bertola, infatti, ha ottenuto poco meno di 300mila voti (298.041 per l'esattezza) con un 13,62% che lo relega ai margini della battaglia, nonostante la sua forza politica sia al governo della nazione (anche se in condominio proprio con la Lega che appoggia Cirio e che da domani siederà tra i banchi della maggioranza) e abbia in mano anche il capoluogo regionale, con Chiara Appendino.

Si è fermato invece a 15.923 voti Valter Boero, candidato de Il Popolo della Famiglia, con lo 0,73%.

A livello di singoli partiti, anche il Piemonte conferma il trionfo della Lega di Matteo Salvini: per lei, sono arrivati il 37,10% dei voti ed è l'unica forza della coalizione di centrodestra a favore di Cirio che arriva in doppia cifra (712mila 204 voti). Tutte le altre, infatti, si fermano più in basso, a cominciare proprio da quella Forza Italia da cui Cirio proviene, che ha raccolto l'8,39% dei voti (161.086 preferenze), pochi punti sopra Fratelli d'Italia (105.367 voti per un 5,49%). La lista civica Sì Tav Sì Lavoro per il Piemonte sfiora il punto e mezzo percentuale con 27.058 voti, mentre l'Udc-Ppe ne ha raccolti 22.171, ovvero l'1,15%.
Facendo la somma dei voti di coalizione, si vede come il candidato - da solo - abbia ottenuto 63.250 voti in più rispetto alle liste che lo appoggiavano. Un risultato ancora più evidente per Chiamparino, che su di sé ha ottenuto quasi 145mila voti in più rispetto alla somma dei partiti. Liste che vedono il Partito Democratico come seconda forza in Piemonte, grazie a 430.782 voti pari al 22,44%, seguito dalle altre forze alleate che però si sono limitate a raccogliere le briciole. La lista civica Chiamparino per il Piemonte del Sì si è fermata sotto quota 64mila voti con il 3,33%, Liberi Uguali Verdi ha fatto ancora meno, con il 2,43% (46.557 voti), i Moderati non sono andati oltre l'1,88% (36.106 voti), +Europa ha fatto l'1.82% (con meno di 35mila voti) e ancora Sì Demos e Italia in Comune che non hanno superato il punto percentuale, fermandosi rispettivamente allo 0,79% (15.094 voti) e 0.58% (11.178).

Pur sostenuti da una sola lista, anche Bertola e Boero hanno raccolto più voti rispetto al partito politico: quasi 50mila in più per il grillino e oltre 3500 in più per il candidato del Popolo della Famiglia.

Massimiliano Sciullo

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