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Attualità | 29 maggio 2019, 07:07

+ 39 ....Rispetto. Sempre.

Mi concentro così sulla tragedia che ha colpito il calcio in quella triste notte di Bruxelles

+ 39 ....Rispetto. Sempre.

In questo week end del 25 e 26 maggio, ce ne sarebbe da scrivere, gli argomenti non mancano certamente.

Due anni dell'inaugurazione del Filadelfia. L'addio al calcio di Emiliano Moretti. La vicinanza cronologica all’anniversario della tragedia dell’Heysel, 29 maggio 1985.

Scientemente decido di tralasciare, almeno per un attimo, la questione Filadelfia. Le recenti elezioni regionali potrebbero aver cambiato qualcosa nella linea di condotta finora seguita dal governo regionale uscente, guidato da Sergio Chiamparino, rispetto al nuovo di Alberto Cirio e ai primi di giugno dovrebbe tenersi un CdA dopo mesi di silenzio.

Altrettanto scientemente chiedo a quel gran signore di Emiliano Moretti, professionista serio e uomo vero, di portare pazienza e cavallerescamente cedere il passo a chi da ormai trentaquattro anni attende di essere lasciato in pace, con la sua memoria ed il suo dolore.

Mi concentro così sulla tragedia che ha colpito il calcio in quella triste notte di Bruxelles. Ma soprattutto rivolgo la mia attenzione a quell'uso distorto, volgare, infamante ed infame che da più parti se ne è fatto, per offendere e deridere tutta la tifoseria bianconera, attraverso il dileggio verso trentanove esseri umani che hanno perso la vita, innocenti vittime della follia hooligan.

Non sto a dilungarmi su quanto successo negli anni, tanto è di dominio comune ed è inutile, anzi dannoso, dare ulteriore spazio e visibilità a certa gentaglia, ricordando le loro insulse bravate. Personalmente, ritengo che le parole, se non sono seguite dai fatti, siano come le nuvole. Eteree e destinate ad essere spazzate via dal primo refolo di vento.

Per dare loro peso, sostanza e durata, è necessario agire in conseguenza ad esse.

Per questo, il tre maggio, abbiamo invitato il JMuseum a Superga, a presenziare alla posa della targa del Museo Fiorentina a memoria degli Immortali e della storica amicizia tra granata e viola, in compagnia del Museu Benfica e del Museo River. La loro presenza ci ha riempito di gioia ed ancora li ringraziamo.

Per questo oggi, abbiamo deciso di creare ed esporre una bandiera con la scritta “SETTANTA ANGELI IN UN UNICO CIELO / +39 / RISPETTO, dove la O di rispetto è stata sostituita dal logo del Museo del Grande Torino.

Per questo, queste bandiere sono state esposte a Villa Claretta, sede del Museo del Grande Torino nel week end del 25/26 maggio e lo saranno anche in quello del 1/2 giugno, che sono i due fine settimana a cavallo della ricorrenza.

Per questo, soprattutto, è stata da me esposta in tribuna stampa, per tutta la durata della partita, da un ora prima circa del calcio d'inizio e fino alla fine.

Per dare peso, sostanza e durata all’imperitura memoria di questi 39 e all'altrettanto imperitura negazione e condanna di chiunque ne faccia un uso spregevole.

Mi sono preso l'impegno e lo manterrò con gioia, di presenziare alle commemorazioni del 29 a Grugliasco ed in Municipio a Torino e alla cerimonia del 2 giugno a Reggio Emilia.

Sono convinto che tra uomini di buona volontà si possa gettare il seme della civilta e sono sicuro che questo seme attecchirà. Dobbiamo solo avere il coraggio di perseverare su questa strada, lunga, irta anche di ostacoli e difficoltà, ma che alla fine non potrà che premiare il nostro sforzo.

Continueremo, mi auguro, ad affrontarci a viso aperto e senza sconti sul campo di calcio, a creare le coreografie più belle e gli sfottò più pungenti ed arguti, ma mai volgari o odiosi, perché questo è il sale della vita.

Ma lasciando i morti, di entrambe le parti, di tutte le parti, a riposare in pace.

Domenico Beccaria

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