Eventi - 01 giugno 2019, 07:30

Ventiquattro, numero magico: il Festival delle Colline Torinesi prosegue il suo viaggio e omaggia tre compagnie

Dal 2 al 22 giugno ritorna il progetto diretto da Sergio Airotti e Isabella Lagattola, in collaborazione con TPE. Protagonisti la compagnia di Pippo Delbono, la Socìetas e i Motus

Ventiquattro, numero magico: il Festival delle Colline Torinesi prosegue il suo viaggio e omaggia tre compagnie

È un teatro di ampio respiro europeo, che scavalca i confini e abbraccia la storia, quello celebrato dal Festival delle Colline Torinesi quest'anno. Giunta alla sua ventiquattresima edizione, la rassegna, organizzata in collaborazione con TPE dal 2018, dal 2 al 22 giugno omaggia il teatro contemporaneo celebrando tre compagnie storiche: Pippo Delbono, la Socìetas e i Motus.

Quest'anno giochiamo con i numeri”, ha spiegato il direttore Sergio Airotti. “Ventiquattro sono i fotogrammi al secondo del cinema. E proprio al regista Michelangelo Antonioni, e al suo film Deserto rosso, è dedicato un importante segmento progettuale del festival, con la Fondazione Merz e il Museo nazionale del Cinema. Ventiquattro è anche il numero di carati dell'oro puro, metallo evocato dal primo titolo della trilogia di Rita Frongia: La vita ha un dente d'oro. Va ancora ricordato che ventiquattro sono le lettere dell'alfabeto greco e, guarda caso, c'è, nel 2019, anche un po' di teatro greco grazie alla compagnia del Grek Festival, che rappresenta i racconti di Edgard Allan Poe”.

Pippo Delbono sarà in scena domenica 2 giugno al Teatro Astra con La gioia, un percorso che indaga i dolori delle persone alla scoperta dei rari momenti di felicità offerti dalla vita. Chiara Guidi e Claudia Castellucci, con la Socìetas, presenteranno invece alle Lavanderie a Vapore di Collegno Il regno profondo. Perché sei qui?, autentica prova di virtuositmo dall'inaspettata vis comica. Infine, i Motus, chiudendo la kermesse, proporranno Rip it up start again, una sorta di concerto-karaoke-manifesto con videoclip e remix che si rifanno a uno dei più noti fenomeni musicali post-punk di inizio anni '80.

Porta avanti il triennale fil rouge di “Fluctus, declinazioni del viaggio” il monologo di Elena Cotugno, Medea per strada, che debutta martedì 4 giugno al Teatro Astra: grido di dolore di una romena emigrata in Italia, a bordo di un furgone in movimento.

Tra le prime nazionali del festival, si segnalano Commedia con schianto. Struttura di un fallimento tragico di Liv Ferracchiatti, e Il dito di Doruntina Basha con la regia di Leonardo Lidi. Nel segmento internazionale, spiccano i catalani Agrupación Señor Serrano con Kingdom, denuncia del capitalismo, e il “lucido allarme” sul destino del mondo lanciato da El Conde de Torrefiel in La plaza.

Ampio spazio anche per le giovani compagnie del Torinese, come la Piccola Compagnia della Magnolia, con Mater Dei, la Ballata dei Lenna, Cubo Teatro e Alba Porto, tutti vincitori del bando “Ora!” della Compagnia di San Paolo.

Carattere distintivo del festival, infine, è anche la sequenza dei segni d'artista condivisi con la Fondazione Merz, dal 2006. Quest'anno il protagonista sarà Petrit Halilaj.

Il programma completo dei 24 spettacoli – con 61 recite in 19 giorni – è disponibile sul sito: http://www.festivaldellecolline.it/edizione/

Manuela Marascio

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