Economia e lavoro - 08 giugno 2019, 17:10

A Torino gli "Avengers" contro i pirati del Web: si chiamano Zyxel e nel 2018 sono cresciuti del 65%

Il fatturato è aumentato anche nel resto d'Italia. Rosano: "La cybersecurity non è più considerata un costo inutile, ma un elemento competitivo importante: una consapevolezza che sta coinvolgendo anche le pmi"

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Da Torino al resto del mondo, per difendere gli utenti di Internet (ovvero quasi tutti noi) dai pirati del Web: malintenzionati che non usano armi vere e proprie, ma che con i loro stratagemmi si introducono all'interno dei servizi più diffusi - a cominciare dalle reti wifi - per rubare password, segreti e più in generale dati. Che più sono sensibili (come la salute) e più sono preziosi.

Per contrastarli, la multinazionale Zyxel Communications ha collocato la sua sede italiana a Torino. E con il passare degli anni, accanto agli altri servizi Internet "normali", sta vedendo crescere in maniera vorticosa proprio il settore legato alla sicurezza. Una spinta generata soprattutto dalla cosiddetta GDPR, la legge di ispirazione europea che costringe qualunque ente sia legalmente responsabile dei dati sensibili di clienti e utenti a mettere in pratica tutte le difese possibili affinché nessun pirata possa far saltare il banco.

"I settori vanno dall'hospitality, quindi alberghi e ricettività agli studi professionali, fino alle pmi in generale - spiega Valerio Rosano, country manager di Zyxel Italia -: riguarda tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, i trovano a custodire i dati presso la loro attività". La legge prevede, in caso di "furto" di questi dati, che a risponderne sia proprio la struttura responsabile, con tanto di multe a parecchi zeri. "Siamo 16 nella nostra sede - prosegue Rosano - e nel 2018 il nostro fatturato è stato di circa 15 milioni di euro. Circa il 50% di questo, è proprio legato alla cyber security".
E sempre i numeri raccontano di una crescita del fatturato a livello nazionale del 27% rispetto al 2017, trainato proprio da un +57% del settore security. Ha fatto ancora meglio il solo Piemonte, che è cresciuto addirittura del 65% in dodici mesi, con un aumento in parallelo dei rivenditori pari al 21% e con 500 partner distribuiti nelle varie province.

"Di sicuro la GDPR ha impresso un'accelerazione piuttosto forte al nostro business, ma più in generale la consapevolezza che mettere al sicuro le proprie attività non sia soltanto un costo, ma anche un investimento strategico è sempre più diffuso. E dalle grandi imprese sta penetrando man mano anche tra le pmi, professionisti compresi. Basti pensare agli studi di avvocati, per non parlare di quelli medici". Ma il lavoro da fare è ancora molto: "Si stima che solo il 20-25% delle pmi sia attualmente a norma, ma è inevitabile che si raggiungano anche le aziende individuali. Anche perché, in Europa, la consapevolezza e l'attenzione su questi temi è molto più sviluppata che da noi e quindi chi non garantisce certi standard finirà per rimanere escluso da possibili lavori".

Anche in questo ambito, però, si conferma la difficoltà a trovare professionalità adeguate: "Siamo in 16, ma stiamo faticando a trovare tre figure professionali che stiamo cercando, perché purtroppo non esistono corsi di laurea in cyberscurity. Per questo, noi per primi facciamo molta formazione ai nostri partner e collaboratori. Ma di sicuro, se ci sarà un settore che in futuro sarà garanzia di occupazione, questo sarà proprio la sicurezza informatica".

Massimiliano Sciullo

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