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Eventi | 11 giugno 2019, 09:35

Con l'architetto non vedente studenti di Cottini e Politecnico dipingono il Borgo Medievale [FOTO]

Inaugurata al Castello del Valentino la mostra sugli esiti del workshop "Osservo, creo, racconto". All'interno, il progetto "Oltre la visione", per avvicinare i giovani artisti alla percezione sensoriale senza l'uso della vista

Con l'architetto non vedente studenti di Cottini e Politecnico dipingono il Borgo Medievale [FOTO]

Vedere senza occhi guidati dalle sole capacità percettive. Dipingere su tela i colori della mente, le tinte del ricordo, la sfumature emozionali. E' il percorso fatto dagli studenti del Corso di Laurea triennale in Architettura del DAD del Politecnico con alcuni alunni selezionati delle classi quarte e quinte del Liceo artistico "Renato Cottini" di Torino.

Accompagnati dall'architetto ed ex docente di storia dell'arte Grazia Baroni, da qualche anno non vedente, i ragazzi hanno esplorato il Borgo Medievale imparando a conoscerlo senza usare gli occhi, ma toccando e ascoltando ogni dettaglio stimolante. Il progetto "Oltre la visione" fa parte della seconda edizione del workshop "Osservo, creo, racconto", che ancora una volta ha visto collaborare mondo liceale e accademico nella riscoperta di un altro sito di interesse storico e artistico, dopo l'esperienza al Castello del Valentino.

E proprio nella Sala delle Colonne dell'edificio reale (viale Mattioli 39), ieri sera è stata inaugurata la mostra con i risultati del lavoro. L'originale allestimento presenta così sia disegni originali sia rielaborazioni grafiche delle opere.

Lo scorso febbraio, per cinque giorni, i ragazzi del "Cottini", accompagnati dallo sguardo attento del docente responsabile Davide Anzalone, hanno incontrato i colleghi architetti per le visite al Borgo e il successivo lavoro in aula. "Il primo sopralluogo - ha spiegato la referente scientifica del progetto per il DAD Pia Davico - è stato effettuato a occhi bendati. Volevamo far capire quanto ciascuno di noi deleghi alla vista la conoscenza di ciò che ci circonda, e cosa significa non potersene servire. In seguito, è stato lo stesso architetto Baroni a raccontare ai ragazzi cos'è il Borgo per lei oggi".

Gli studenti, suggestionati dalla narrazione, hanno così realizzato otto tele che raffigurano il sito sulla base di immagini evocative e multisensoriali, dove gli elementi di luce e nebbia si confondono predominanti. 

Accanto a questo progetto, è stata portata avanti una ricerca grafica del Borgo completata da fotografie e video, utilizzando vari linguaggi espressivi.

"Da circa un anno - ha ricordato Stefano Benedetto, dirigente dell'area cultura della Divisione Servizi Culturali e Amministrativi della Città di Torino - il Borgo è tornato sotto la nostra gestione, e ci stiamo impegnando per valorizzarlo al massimo, soprattutto in un'ottica di progettazione futura. Speriamo di poter riallestire la mostra anche lì".

"Dibattere i metodi di lavoro e confrontarli tra i diversi gradi di istruzione è sempre una bella attitudine - ha aggiunto il vicesindaco Guido Montanari durante l'inaugurazione -. Come Città, non possiamo che apprezzare e sostenere queste iniziative. Credo che il Borgo sia un luogo da conoscere meglio di quanto non si faccia, specie per la sua consistenza architettonica". 

Grande la soddisfazione per il dirigente scolastico del "Cottini" Antonio Balestra, che ha accolto ancora una volta la possibilità di instradare i suoi alunni verso il mondo accademico, favorendo lo scambio alla pari di competenze e talenti.

La mostra è visitabile fino a venerdì 14 giugno negli orari: 10-12.30 e 15-18.

Manuela Marascio

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