Economia e lavoro - 11 giugno 2019, 16:50

Revisioni-lumaca per i mezzi pesanti, Fai Torino: "Il primo posto libero è a marzo 2020"

Ma oltre alla sicurezza di chi viaggia, pesa anche il fatto che l'autorizzazione provvisoria che rilascia la motorizzazione in attesa dell'esame dei veicolo non vale oltre confine

Revisioni-lumaca per i mezzi pesanti, Fai Torino: "Il primo posto libero è a marzo 2020"

La revisione dei veicoli pesanti sta diventando un vero e proprio incubo per le imprese di autotrasporto torinesi. A lanciare l'appello è il Fai Torino, la sigla che rappresenta le aziende di autotrasporto.  

"La revisione, oltre ad essere una garanzia per la sicurezza della strada è un adempimento essenziale e necessario che ogni veicolo pesante deve effettuare ogni anno presso la Motorizzazione. Ma chi richiede oggi una revisione all’ufficio competente della Motorizzazione riceve una prenotazione per marzo del 2020", spiegano gli esponenti del Fai.

E aggiungono: "Le sedute di revisione per i veicoli pesanti sono sempre più limitate perché il personale è da tempo insufficiente. Nel frattempo, se l’azienda effettua trasporti nazionali è autorizzata ad operare esibendo la prova della prenotazione. Mentre se i mezzi devono andare all’estero non possono assolutamente circolare. Questo significa il blocco delle attività per chi opera con l’estero e una grave mancanza di certezza per la sicurezza della circolazione in Italia, per colpa della burocrazia". "Ma in quale paese evoluto si consente la circolazione dei mezzi pesanti per 8/9 mesi oltre la scadenza dei termini di revisione?".

Benché il problema sia nazionale, a Torino è particolarmente grave. Da tempo la Fai Torino, a tutela delle aziende associate, sta sollecitando la Federazione Nazionale affinché a Roma venga trovata una soluzione al problema, che non arriva. "Sono un bene le recenti assunzioni di nuovi ingegneri della Motorizzazione, come l’idea di affidare il servizio ai privati, ma sono interventi che non risolveranno il problema nel breve termine. La tutela della sicurezza stradale ed il diritto degli operatori di lavorare correttamente non possono più attendere".

Massimiliano Sciullo

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