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Attualità | 12 giugno 2019, 09:03

Fioriere e griglie in via Po trasformate in posacenere: volontari le ripuliscono

Muniti di scope, palette e spazzole hanno ripulito questo piccolo angolo nel centro del capoluogo. Scianca:"Le cicche di sigarette sono la principale fonte di inquinamento anche nei mari"

Fioriere e griglie in via Po trasformate in posacenere: volontari le ripuliscono

Via Po, a pochi passi da piazza Castello. Qui la fioriera su via Carlo Alberto è invasa da mozziconi, fazzoletti usati, cartacce di caramelle, vetri e piccoli rifiuti vari. Le griglie storiche davanti all’Unicredit sono state trasformate in posacenere.

Ed è proprio qui che ieri è entrato in azione un gruppo di volontari, patrocinati da Torino Spazio Pubblico, a “riordinare” gli arredi urbani. Muniti di scope, palette e spazzole hanno ripulito questo piccolo angolo nel centro del capoluogo, portando via sacchetti anche con cocci di vetro, molto pericolosi per i cani che quotidianamente passeggiano con i padroni.

La pulizia delle griglie, come spiega il promotore dell’iniziatica Giorgio Scianca, “è una missione”. “Le cicche di sigarette – spiega - sono la principale fonte di inquinamento anche nei mari: il mio nemico è il mozzicone, anche perché sono un fumatore. Mediamente ogni grata che incontriamo ne contiene dalle mille alle duemila, fino a quelle grandi che arrivano a 5 mila”.

Il gruppo che lo accompagna in questo lavoro è eterogeneo: la maggior parte nella vita sono architetti e giornalisti, ma c'è anche un antiquario. Un'iniziativa di volontariato civico, sul modello di Retake Roma o Gli Angeli del Bello a Firenze. Semplici cittadini uniti per combattere il degrado nelle loro città.

“Quando avevo 14 anni -racconta Scianca - buttavo per terra rifiuti come questo: nel silenzio un mio amico è tornato indietro a raccogliere il pacchetto di sigarette e l’ha buttato nel cestino: da lì in poi ho capito che sbagliavo”.

 

“Quello che tentiamo di fare è dare un esempio: siamo come dei bambini che lasciano giocattoli sparsi per tutta la casa e la madre tutte le volte deve riprenderli. L’esempio della mamma porta poi il figlio a capire che deve riporli” conclude.

Cinzia Gatti

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