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Chivasso | 12 giugno 2019, 09:18

Pavone Canavese, in 2000 mila per il tabaccaio (FOTO)

A dare la propria solidarietà, a titolo personale, anche diversi esponenti della politica locale e regionale.

La fiaccolata di solidarietà al tabaccaio

La fiaccolata di solidarietà al tabaccaio

Pavone Canavese, martedì 11 giugno. Di fronte alla chiesa del Sacro Cuore, migliaia e migliaia di persone si stanno radunando. Martedì sera, è la sera di Franco Iachi Bonvin, 67 anni, il tabaccaio che qualche giorno fa ha sparato ad un ladro, Ion Stavila, a pochi passi dalla sua tabaccheria, uccidendolo. 

Una fiaccolata, per le vie del paese, con candele e fiaccole in mano, fino alla tabaccheria. Per dire a Franco "Siamo tutti con te". E' una serata fredda, con il cielo che diventa sempre più grigio ed i tuoni che si fanno sempre forti, ma si può partire. Sono in duemila, di Pavone e molti altri provenienti dai paesi vicini. Sono commercianti, ma non solo.

C'è Edro Giacomo Bevolo, sindaco neo eletto di Pavone, confuso tra la folla e senza la fascia tricolore. C'è anche Stefano Sertoli, sindaco di Ivrea. Anche lui è qui a titolo personale.

Ad aprire la fiaccolata è Massimo, che tiene in mano un cartellone insieme ad altri suoi concittadini. "E' stato detto che il proiettile è stato sparato dall'alto e tutti mi chiedono se ho cambiato idea nei confronti di Franco. Io lo conosco da tanti anni, so che è una brava persona ma non sai mai come puoi reagire dopo che ti entrano in casa per sette volte". "Siamo qui per Iachi, perchè lo conosciamo e sappiamo che persone è. E anche se si dice che lui ha sparato dal balcone non importa, nessuno può sapere quello che succede nei momenti di disperazione", dice una donna, con un cartellone in mano che reca la scritta "Siamo tutti Iachi.

Federico Savino, cammina tra la folla. Fa il consigliere comunale a Chivasso, ma oggi è qui in veste di commerciante. Federico, per anni ha avuto una tabaccheria a Brandizzo e come Franco viveva sopra il suo luogo di lavoro con la sua famiglia. "Mi metto nei panni di Franco perchè è una situazione che ho vissuto anche io - racconta -. A me i ladri hanno provato a rubare  più volte. So la paura che si prova all'idea che qualcuno possa far del male alla tua famiglia e portarti via i sacrifici di una vita...". Accanto, Matteo Doria, anche lui nel Consiglio comunale di Chivasso, ma come vice presidente. "Non vogliamo il Far West ma lo Stato non può condannare chi, lasciato solo dopo sette rapine, reagisce. Per evitare tutto ciò serve maggior prevenzione e maggiori risorse per mettere le forze dell'ordine nelle condizioni di lavorare nel modo migliore, oltre avere la certezza di una pena". Tutti e due sono qui in veste privata. 

Giuseppe è invece un dipendente pubblico. Dopo otto ore di lavoro ha preso un pullman ed è arrivato fino qui. Marcia in silenzio con il suo berretto ed un cartello bianco in mano. "La difesa è sempre legittima", scrive. "Penso che tutti quelli che oggi sono qui la pensino come ho scritto in questo cartello - interviene -. La difesa è sempre legittima, perchè se io mi difendo lo faccio per difendere le mie cose e soprattutto i miei cari e non capisco perchè poi devo venire trattato come un delinquente. Io sono sicuro che lui non voleva uccidere quel ragazzo, magari voleva solo spaventarlo. E' stato sfortunato e lo ha colpito. Spero che i giudici abbiano comprensione". 

C'era anche Gianluca Gavazza, neo consigliere regionale. E' arrivato da Chivasso con un pullman di trenta persone. Tutte per dare il loro sostegno.

Camminando tra la folla, sono tante le dichiarazioni così. Si cammina a lungo, eppure non si parla d'altro. Tutti sono convinti dell'innocenza del loro tabaccaio. A nessuno interessa la nuova versione. Quella arrivata dopo l'autopsia sul corpo della vittima, effettuata martedì mattina, e che sostiene che un colpo sia partito dall'alto, e quindi dal balcone di casa. "Non sono di Pavone, ma conosco Franco, è una brava persona e se ha sparato è perchè non ce la faceva più". "Da dove sia arrivato il proiettile non importa, Franco lo ha fatto per proteggersi...".

Dopo un lungo tragitto, e prima di tornare a casa, il corteo è arrivato sotto casa del tabaccaio, lì dove è accaduto il fatto. Un applauso scrosciante e poi le urla della gente sotto il suo balcone durati parecchi minuti. "Franco siamo tutti con te".

Antonia Gorgoglione

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