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Attualità | 14 giugno 2019, 16:38

"Diffuse tante falsità": le Università di Torino e Parma sulla petizione 'salviamo i macachi di Torino'

"I controlli degli ispettori del Ministero della Sanità non hanno riportato nessuna anomalia di rilievo"

"Diffuse tante falsità": le Università di Torino e Parma sulla petizione 'salviamo i macachi di Torino'

Sulla vicenda tanto discussa degli esperimenti sui macachi, l'Università di Torino ha voluto esprimere il suo punto di vista attraverso un lungo comunicato, rigettando le accuse che vengono mosse da più parti.

"Legalità e rispetto reciproco devono essere la base per un confronto sereno, anche se acceso, su questioni tecnicamente complesse e con delicati risvolti etici come la ricerca scientifica basata sulla sperimentazione animale. Stringenti normative prevedono infatti che Istituzioni indipendenti, a livello nazionale e internazionale, composte da personalità qualificate e con competenze diverse, valutino tutti gli aspetti tecnico-scientifici, etici e normativi dei progetti di sperimentazione animale", viene spiegato nella nota. "Il progetto LIGHTUP - cui si riferisce la petizione pubblicata sul sito change.org - è stato approvato, nei suoi aspetti scientifici ed etici, dallo European Research Council, dai comitati etici e dagli Organismi Preposti al Benessere Animale (OPBA) delle Università di Torino e Parma, e infine dal Ministero della Salute".

"Tutti questi organismi indipendenti hanno riconosciuto il valore e la validità del progetto e l’impossibilità di perseguirne gli obiettivi di conoscenza e intervento clinico senza una preventiva sperimentazione su animale oltre gli studi (non invasivi) su soggetti umani. L’uso misurato e controllato della sperimentazione animale, quando questo si configuri come l’unico mezzo possibile per rispondere a domande fondamentali di tipo scientifico o clinico, rappresenta un elemento ancora imprescindibile nella ricerca scientifica, come sancito anche dal recente documento del comitato SHEER dell’Unione Europea".

"Per quanto riguarda le recenti notizie diffuse dagli organi di stampa rispetto a presunte interrogazioni a livello Regionale o Nazionale, si rende noto che venerdì 7 giugno u.s., si è tenuto un sopralluogo ispettivo a sorpresa da parte del Ministero della Sanità presso gli stabulari dell’Università di Parma dove si svolgeranno gli esperimenti. Come richiamato nella nota stampa diffusa dall’Università di Parma lo stesso giorno, gli ispettori non hanno riportato nessuna anomalia di rilievo".

"Nel verbale si legge anzi che i “soggetti non hanno manifestato segni di paura o di stress in presenza di personale estraneo, continuando ad esercitare le loro attività abituali […] non sono presenti stereotipie, né alopecie da stress, né fenomeni di autolesionismo […] o ancora “Le gabbie sono fornite di un’ampia gamma di strumenti di arricchimento ambientale (corde, trapezi, contenitori di cibo di varia forma per stimolare la ricerca di cibo, televisione e musica di sottofondo)”.

"Consapevole e sensibile ai risvolti etici che la sperimentazione animale pone, l’Università di Torino è da sempre impegnata nella promozione di iniziative pubbliche volte ad arricchire e stimolare una riflessione pacata e costruttiva su questi temi, che sia rispettosa e dia voce alle diverse sensibilità. L’Università di Torino ribadisce pertanto la sua solidarietà al collega prof. Marco Tamietto per gli attacchi subiti, che vanno oltre una legittima manifestazione di dissenso, e sono largamente basati su informazioni errate".

"A questo proposito, le Università di Torino e di Parma hanno condotto un fact-checking congiunto sul testo della petizione lanciata dalla LAV su change.org e sui relativi comunicati stampa diffusi dalla LAV stessa, che dimostra come il testo della petizione chieda l’adesione sulla base di un’ampia serie di informazioni false", conclude la nota.

comunicato stampa

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