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Attualità | 14 giugno 2019, 07:00

L'ovovia di Parco Europa futura "base" per lo sport outdoor della collina torinese

Il progetto è nato da un confronto tra il Centro d'incontro di Cavoretto, i volontari che si occupano del parco e gli architetti di Borgo Pilonetto. Il Comune deve approvare la delibera per la concessione dell'immobile

L'ovovia di Parco Europa futura "base" per lo sport outdoor della collina torinese

Una base d'appoggio per gli sportivi amanti dell'attività fisica all'aria aperta. E' questo il futuro della vecchia stazione dell'ovovia Italia '61, al Parco Europa, secondo il progetto di riqualificazione che dallo scorso anno vede collaborare cittadini e architetti. 

Costruita per la grande Esposizione a cent'anni dall'Unità d'Italia, la stazione giace ormai dimenticata in mezzo al degrado e all'isolamento. Quand'era in funzione, 61 piccole cabine biposto collegavano la zona Expo da corso Unità d'Italia con Cavoretto, arrivando a 118 metri di dislivello, alimentate interamente con energia elettrica. 

L'idea di recuperare la struttura è nata grazie al confronto tra il Centro d'incontro di Cavoretto, i volontari che si prendono cura del parco e gli architetti di Borgo Pilonetto. Nell'edizione 2018 di Open House la stazione è stata anche inserita tra i siti storici aperti al pubblico: l'inizio di un rilancio che ora cerca più concretezza. 

"Vorremmo renderla a tutti gli effetti un sostegno concreto per le attività del parco", ha spiegato la progettista Anna Torre, mentre l'associazione sportiva vincitrice del bando per l'assegnazione, Li Viol Ousitan, sta aspettando l'approvazione della delibera comunale. "Ci piacerebbe che gli appassionati di outdoor trovassero qui tutti i servizi che attualmente mancano. Dovrà essere una stazione funzionale per chi fa mountain bike, ad esempio,magari con una ciclofficina attrezzata, o per le scuole o associazioni che volessero praticare orienteering o Estate Ragazzi".

A oltre vent'anni dalla pubblicazione della cartografia del coordinamento "Sentieri della collina torinese", la rinnovata stazione potrebbe anche rilanciare l'escursionismo, alla riscoperta dei circa 70 km di percorso in mezzo alla natura, tra Villa della Regina, Chieri e Superga. 

La ristrutturazione coinvolgerebbe sia gli interni, creando una vera e propria sala polivalente (160 mq) con un bar per eventi e feste, co-gestita dalle realtà del territorio che aderiranno all'iniziativa, sia l'esterno, con il recupero della terrazza. Unico limite, la presenza del cimitero di Cavoretto proprio sotto l'edificio, che non consentirebbe l'edificazione di un belvedere come ipotizzato dai progettisti. 

"Per i costi, possiamo solo fare delle ipotesi - ha continuato Torre -, sicuramente a partire da 200 mila euro. Per cercare finanziamenti pubblicheremo un bando, ma in parte potremmo cercare di coprire la cifra anche tramite il crowdfunding". 

"Certamente - ha concluso -, una volta approvata la concessione e stanziati i fondi, i lavori non partirebbero prima del 2021". 

Manuela Marascio

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