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Cronaca | 15 giugno 2019, 16:33

“Il centro commerciale Verbene non deve chiudere”: l’appello di negozianti e residenti delle Vallette

Assemblea pubblica e presidio dentro il centro commerciale che rischia di chiudere: il Comune al momento ha rispedito al mittente la richiesta di ridiscussione del canone di affitto

“Il centro commerciale Verbene non deve chiudere”: l’appello di negozianti e residenti delle Vallette

La signora Anna con il suo sacchetto della spesa, la commerciante Tiziana e il pensionato a passeggio. Tutti uniti, per non far chiudere il centro commerciale Verbene, dietro piazza Montale. Si è svolta questa mattina, all’interno del mercato coperto, l’assemblea pubblica e il presidio di sensibilizzazione circa la situazione vissuta dai negozianti rimasti dentro il centro commerciale.

Negozianti che, a fine anno, potrebbero lasciare una volta per tutte il centro commerciale. Troppo alto, a detta loro, il canone annuo da pagare. I problemi non si limitano agli affitti che il Comune non ha intenzione di ridiscutere, ma anche allo stato in cui versa l’intera struttura: tra vetrine chiuse, problemi edilizi e buche che sembrano crateri, per i fruitori del mercato coperto fare la spesa o una commissione alle Verbene è diventato sempre più complesso. Le spese di manutenzione poi, a carico dei pochi commercianti rimasti, sono diventate troppo onerose per la cooperativa Verbene, insostenibili. Il centro commerciale però, nonostante i difetti sopraelencati, rimane un punto di riferimento per chi abita in quella zona. E sono gli stessi abitanti a chiedere all’amministrazione uno sforzo perché le Verbene non chiudano per sempre.

Mary Gagliardi, consigliera del Partito Democratico in Circoscrizione 5 e organizzatrice del presidio, spiega: “Serve urgentemente un intervento a favore della modifica del contratto e prospettive di riqualificazione che diano attrattiva e motivi per restare”. Nessun piccolo intervento di manutenzione o rattoppo, ma un piano deciso e concreto per la riqualificazione dell’area, quindi. Davanti agli striscioni attaccati sulle serrande chiuse è intervenuto anche Stefano Lo Russo, capogruppo del Partito Democratico: “Questo quartiere aveva dato fiducia all’amministrazione, ma poco è stato fatto”. Una frase sibillina, rispedita al mittente dal consigliere del M5S Antonio Fornari: “Il contratto sottoscritto dai commercianti è stato firmato nel settembre 2015, quando Torino era amministrata dal PD. Il centro commerciale non era in condizioni così diverse e i negozianti in più erano due. Il canone che pagano è irrisorio, gli ambulanti del piazzale Don Pollarolo pagano circa il doppio”. Sulle richieste dei commercianti, Fornari spiega: "Nel 2017, per venire incontro alla cooperativa, il Comune ha differito la realizzazione degli interventi previsti e ridotto da 2.300.000 euro a 800.000 euro l'ammontare del valore della copertura assicurativa".

Sconsolata la presidente della cooperativa Verbene: “Il Comune ha fatto delle promesse ma non le ha rispettate. Li abbiamo incontrati, ma non ci sono stati segnali di apertura o di venire incontro alle nostre richieste. I negozi chiudono e qui è sempre più difficile portare persone.” Ecco perché, a meno che non si trovi un punto di incontro, il destino del centro commerciale Verbene è più che mai nebuloso.

Andrea Parisotto

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