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Attualità | 18 giugno 2019, 14:56

La Cub Scuola denuncia: "I bibliotecari dell'Università esternalizzati appesi a un filo"

"Noi non ci stiamo e lotteremo fino a quando non vedremo rispettati i nostri diritti"

La Cub Scuola denuncia: "I bibliotecari dell'Università esternalizzati appesi a un filo"

Durissima la presa di posizione da parte del sindacato di base Cub Sur scuola sulla vicende dei bibliotecari: "Il Consiglio di Amministrazione straordinario dell'Università di Torino convocato ieri, 17 giugno,per trovare una soluzione temporanea durante la delicata fase di avvio del nuovo appalto non ha dato alcun esito".

"Di fronte al rifiuto dei revisori dei conti ad accettare una proroga dell'appalto attuale fino al 31 agosto il CdA dell'università non ha ancora scelto se iniziare comunque la nuova gara d'appalto con l'azienda vincitrice, la Euro & Promos LA QUALE HA INTENZIONE DI IMPORRE IL TAGLIO ORIZZONTALE DELLE ORE DI LAVORO DI TUTTO IL PERSONALE (75 PERSONE) ATTUALMENTE IMPIEGATO, oppure attendere la decisione del TAR dato che Coopculture, classificata seconda nella gara, ha presentato un ricorso".

"La morale della favola è che per ora a pagare sono sempre le bibliotecarie e i bibliotecari esternalizzati, che ad oggi non hanno la possibilità di sapere di chi saranno dipendenti e a quali condizioni a partire dal 1 luglio, il che vuol dire non poter neanche programmare la propria vita per i mesi prossimi o presentare la dichiarazione dei redditi", prosegue la nota del sindacato.

"Le conseguenze le subiscono già anche i servizi forniti: PER ESEMPIO AD OGGI È IMPOSSIBILE SAPERE QUALI SARANNO I SERVIZI APERTI E QUALI QUELLI CHIUSI DURANTE IL MESE DI AGOSTO! Noi vogliamo vederci chiaro: per questo abbiamo richiesto l'accesso agli atti della gara, ora già sottoposta a ricorso, su cui manteniamo tutte le nostre riserve: basti solo pensare che una gara così complessa in cui sono stati impegnati quasi 20 milioni di soldi pubblici, si è svolta in poco più di 3 ore".

"Il lavoro non è una merce e se l'Università per comprare il nostro lavoro ci mette la stessa cura con cui acquista uno scaldabagno otterrà in cambio solo resistenza. Noi non ci stiamo e lotteremo fino a quando non vedremo rispettati i nostri diritti: ci vediamo il prossimo CdA venerdì 28 giugno alle ore 9".

comunicato stampa

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