/ Scuola e formazione

Scuola e formazione | 20 giugno 2019, 15:15

Maturità 2019, è andata anche la seconda prova: "Pensavamo peggio"

Dopo il tema, oggi un compito legato alle materie di indirizzo. "Matematica e fisica si possono fare insieme, le simulazioni durante l'anno ci hanno aiutato"

Maturità 2019, è andata anche la seconda prova: "Pensavamo peggio"

E anche questa è andata. Dopo il tema di italiano, è stata la seconda prova scritta a sancire il giro di boa dell'esame di Maturità 2019 anche per gli studenti torinesi.

E se ieri le tracce erano uguali per tutti, oggi - come vuole la riforma approvata (ma soprattutto applicata) in extremis - il secondo scoglio era rappresentato da un compito legato all'indirizzo dell'istituto secondario. Per esempio, matematica e fisica per chi ha concluso lo scientifico al Galileo Ferraris. 

"È andata bene - dice Gabriele, VC, tra i primi a uscire intorno alle 13.30 - a parte un argomento che non avevamo fatto nel programma. Certo, forse avrei preferito un compito solo di matematica, ma era una prova abbordabile". Ora si pensa all'orale. "Ma adesso mi riposo un po', poi mi rimetterò a studiare".

Anche Matteo, VP, è sollevato. "Non mi è sembrato un compito troppo complicato, avevamo fatto due simulazioni durante l'anno e questo un po' ci ha aiutato. Era più la paura prima, che poi la prova vera e propria. Ci sta mescolare mate e fisica, anche se io preferisco la matematica". Idee chiare per il futuro: "Ora si pensa all'orale, passo tra i primi e dicono ci saranno 38 gradi, poi farò informatica".

Federico, VG, è atteso anche da una terza prova. "Martedì prossimo avremo la prova di francese. Quella di oggi mi è sembrata più difficile rispetto alle simulazioni, soprattutto in fisica. Ma ho fatto con tranquillità, anche i miei compagni mi sono sembrati tranquilli. Ora un po' di riposo".

Stanchi ma sereni, i maturandi del liceo classico "Vittorio Alfieri", usciti da scuola, si sono allontanati lungo corso Dante con il vocabolario sotto il braccio. Anche per loro una sfida impegnativa, quella che per tutta la mattina li ha visti sudare sotto il torchio di Tacito e Plutarco.

"Sapevamo che sarebbe stata dura", commenta Luca, "ma le simulazioni durante l'hanno ci hanno preparato abbastanza bene. Ho sempre preferito latino, comunque". La versione riguardava l'assassinio dell'imperatore Servio Sulpicio Galba, narrato da Tacito nel primo libro delle  "Historiae", da confrontare con il ritratto che ne fa Plutarco in "Vita di Galba".

"Non era la classica traduzione - ha spiegato Valentina -, perché ci è stato richiesto di commentare e analizzare i due autori. Pensavo peggio, e mi aspettavo uscisse questo". Ostile a tanti la "brevitas" dello storiografo Latino, spesso oscura nelle sue ripetute omissioni, ma compensata dalle descrizioni più puntuali del contemporaneo greco.

Abolito il tradizionale approccio testuale, il sentimento comune degli studenti è di aver sperimentato nuove capacità analitiche e comparative. Utile per chi vorrà proseguire gli studi in campo umanistico, magari in vista dell'insegnamento o di un dottorato.
Ma per ora ci si riposa, in vista dell'ultimo round degli esami.

Massimiliano Sciullo e Manuela Marascio

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium