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Attualità | 26 giugno 2019, 10:15

Droni a San Giovanni, l’amarezza dei commercianti: “Piazza Vittorio in ostaggio per giorni”

Dopo giorni di cantiere, la delusione dei commercianti per un evento troppo soggetto a limitazioni e blocchi: “Non è stata la festa di tutti”

Piazza Vittorio e le impalcature al posto dei dehors

Piazza Vittorio e le impalcature al posto dei dehors

San Giovanni amaro per i commercianti di piazza Vittorio e zone limitrofe. L’imponente organizzazione messa in piedi per realizzare lo spettacolo con i droni ha infatti scontentato e non poco coloro che vivono e animano ogni giorno la piazza: i commercianti di piazza Vittorio.

Sono loro, paradossalmente, ad aver subito i maggiori disagi legati alla celebrazione di San Giovanni. Se anni fa, tra piazza piena e nessun controllo, potevano contare su un giro d’affari consistente dovuto all’entrata e all’uscita libera dai loro locali, quest’anno si sono dovuti imbattere in numero chiuso, spostamenti limitatissimi e dehors inesistenti. Il risultato? Affari crollati rispetto alla festa tradizionale.

Basta fare un giro per la piazza, parlare con i commercianti, per percepire il malcontento. L’escalation negativa è iniziata giovedì: “Da quando sono iniziate le prove abbiamo dovuto spostare i tendoni, che venivano bagnati dall’acqua” è la testimonianza di uno degli esercenti di piazza Vittorio. Durante l’esibizione il via-vai è stato limitatissimo. “E’ normale, tra barriere, varchi e controlli non sembrava un evento aperto a tutti”. I disagi sono poi proseguiti anche il giorno dopo San Giovanni. Alle ore 17:00 infatti, gli operai erano ancora a lavoro per smontare le imponenti strutture utilizzare per lo spettacolo dei droni e dell’acqua. Montare i dehors in tempo per martedì sera è diventata una corsa contro il tempo, con tavolini e sedie disposti nello sporco lasciato dal cantiere.

Roberto Bettonte, presidente dell’associazione commercianti di piazza Vittorio Veneto, a poche ore dall’esibizione dei droni ha incontrato Chiara Appendino, gli assessori Alberto Sacco e Paola Pisano insieme al prefetto Claudio Palomba. “Abbiamo apprezzato che ci abbiano contattato, peccato farlo alle 19:00 del 24 giugno”. Se quest’anno è ormai alle spalle, l’intenzione è quella di pianificare a dovere il prossimo San Giovanni: “Faremo un bilancio, poi capiremo come fare il prossimo anno”. Bettonte comprende il lavoro immane svolto dall’amministrazione, ma non può fare a meno di evidenziare qualche paradosso: “E’la classica montagna che ha partorito ol topolino. Troppi i disagi per cittadini e commercianti. Capiamo le direttive e la questione sicurezza, ma a qualche centinaio di metri da noi migliaia di persone ballavano al Cacao, in un cantiere abusivo”.

Ecco perché, da piazza Vittorio arriva una bocciatura piuttosto unanime non all’evento in sé quanto alla gestione della piazza. “Meno male che San Giovanni doveva essere la festa di tutti...” è l’amaro commento che si leva dai locali di piazza Vittorio.

Andrea Parisotto

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