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Cronaca | 10 luglio 2019, 13:02

Il “Barattolo” cambia nome e si trasforma in “Balù Green”

La comunicazione, a sorpresa, da un volantino distribuito sabato 6 per le vie di Borgo Dora. Il nuovo progetto prevede anche attività di aggregazione come spettacoli e attività sportive

Il “Barattolo” cambia nome e si trasforma in “Balù Green”

E poi...arriva il volantino che non ti aspetti: sabato, nel corso del 25° weekend di clandestinità del Mercato del Libero Scambio a Borgo Dora, è stato distribuito un volantino (con traduzione in francese, inglese e arabo) della Città di Torino per comunicare a tutti una nuova denominazione e un nuovo format. “Barattolo” diventerà quindi “Balù Green”, per un'impostazione che prevederà attività di aggregazione come spettacoli, attività sportive e intrattenimenti vari. Ancora incertezza, invece, per quanto riguarda la data effettiva di spostamento dei venditori nell'area designata di Via Carcano.

La notizia ha colto di sorpresa anche la Circoscrizione 7: “Comunichiamo – commenta il presidente Luca Deri – di non essere a conoscenza della nuova attività: a proposito, ribadiamo la nostra contrarietà e preoccupazione per l'utilizzo inadeguato e improprio di un'area non idonea per queste iniziative per i motivi più volte indicati alle autorità”.

Maurizio Marrone e Patrizia Alessi di Fratelli d'Italia, nel frattempo, annunciano provvedimenti immediati per cercare di proibire qualsiasi attività di libero scambio: “Non serve – affermano - una nuova legge regionale, quella c’è già ma non viene applicata per colpa di una delibera “salva-suk” della Giunta Chiamparino. Possiamo, invece, cancellare quest'ultima in una settimana con una nuova delibera. Abbiamo anche chiesto un'apposita Commissione Circoscrizionale per chiedere al Comune risposte serie e definitive”.

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli esponenti del Comitato Oltredora, da sempre contrari allo spostamento in Via Carcano: “Da Balon a Balù – fanno sapere – oltre un secolo di storia di Torino fatto sparire dietro a un nome da cartone animato, in un luogo comodamente servito da ben una linea di autobus. Noi non ci stiamo: il libero scambio è una cosa seria, è un patrimonio della città che non merita questo trattamento”.

Marco Berton

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