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Viabilità e trasporti | 10 luglio 2019, 18:36

Piano della qualità dell'aria, la Regione apre alle parti economiche: "Auto non è un lusso, lavoriamo anche sul riscaldamento"

Dopo i Comuni, la giunta Cirio ha incontrato anche le sigle economiche. Dalle sigle datoriali, la richiesta di non penalizzare chi usa la macchina per attività professionali. L'assessore Tronzano: "La salute pubblica è fondamentale, ma anche il rispetto di chi lavora"

Piano della qualità dell'aria, la Regione apre alle parti economiche: "Auto non è un lusso, lavoriamo anche sul riscaldamento"

Dopo l'ennesimo inverno trascorso tra blocchi e polemiche, la nuova Giunta Regionale cerca di muoversi per tempo, per quanto riguarda le politiche per la tutela della qualità dell'aria e dunque le iniziative da intraprendere tra circa 6 mesi quando le condizioni meteo saranno di nuovo meno inclini a rendere facile la vita dei piemontesi.
E così, dopo i Comuni della Città metropolitana, la Regione ha incontrato anche le parti economiche per raccogliere i desiderata e i bisogni di coloro che - un mezzo a motore - lo usano soprattutto per lavoro e che dunque rischiano di rimanere pesantemente penalizzati in caso di stop "senza se e senza ma". Due le date segnate con un circoletto rosso sul calendario: il 16 luglio, giorno entro il quale le parti economiche dovranno far pervenire alla Regione le proprie richieste e il 26 luglio, data in cui la Giunta di centrodestra punta ad approvare la delibera sulle deroghe per il 2019-2020.

"Abbiamo fatto la scelta politica di andare incontro alle persone che devono lavorare - ha commentato l'assessore all'Ambiente, Matteo Marnati -. La nostra intenzione è di avere come priorità il miglioramento della qualità dell'aria, per questo dobbiamo lavorare sui bandi che danno incentivi per la sostituzione di veicoli inquinanti. Il pubblico deve aumentare la quota di agevolazioni, facendo scendere quella del privato". "E' necessario rimanere ancorati alla realtà e quindi rispettare chi lavora - ha aggiunto l'assessore alle Attività produttive, Andrea Tronzano -. L'auto non è un lusso. Certamente la salvaguardia della salute pubblica rimane per noi fondamentale, ma occorre aggredire quanto di più è pericoloso: il riscaldamento. Rigenerazione e riuso edile potrebbero essere le due linea più efficaci". 

Parole al miele per le sigle datoriali sedute intorno al tavolo, visto che - con i relativi distinguo - la richiesta fondamentale è stata una e una soltanto: non penalizzare chi la macchina o il furgone è costretto a usarli per la propria professione. "D’accordo con la salvaguardia dell’ambiente, ma più attenzione alle esigenze produttive e di lavoro delle imprese oltre che all’uso dei finanziamenti per il rinnovo dei mezzi in circolazione", sono i punti messi in evidenza per esempio dalle piccole e medie imprese che compongono l'universo Confapi Piemonte e Api Torino. “Pur condividendo l’obiettivo generale  dell’Accordo di Programma – ha spiegato Gabriele Muzio, responsabile Area tecnica di Api Torino -, occorre fare attenzione nelle deroghe all’inserimento anche della possibilità di accesso alle aree industriali da parte dei dipendenti delle aziende. E’ vero che in alcuni casi gli spostamenti sono resi possibili anche dai mezzi pubblici: è necessario però verificarne la frequenza e la reale utilità per il raggiungimento dei posti di lavoro”. Muzio ha poi ricordato che le altre regioni che hanno sottoscritto l’Accordo di Programma (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) “hanno posto una grande attenzione proprio alle esigenze del tessuto aziendale del territorio”. 

Ma discutendo di questi argomenti, è impossibile non toccare il tasto delle risorse finanziarie messe a disposizione per il rinnovo del parco mezzi aziendale. “Non si tratta solo – ha detto Muzio -, di accrescere le risorse a disposizione, ma anche e soprattutto di rendere le misure di sostegno finanziario più efficaci e fruibili per le PMI. Mettere a disposizione dei fondi ed accompagnarli con regole d’uso non applicabili oppure troppo restrittive, equivale a non aiutare le imprese”.

Sul fronte confindustriale, la voce è stata portata da Elena Bonifacio, di Ance. Anche dal punto di vista delle industrie, si è reiterata una richiesta che le due associazioni avevano già presentato al precedente assessore competente, Alberto Valmaggia, nella scorsa legislatura: una nota interpretativa sui veicoli esentati dalle misure di limitazione della circolazione che comprenda i cosiddetti “mezzi d’opera” (i veicoli usati per attività edilizia, stradale, escavazione o assimilati) e i veicoli di imprese in possesso di titoli abilitativi per interventi privati.

Infine, sul fronte delle piccole aziende, sia sul fronte del commercio che su quello dell'artigianato, la voce è quella di Rete Imprese Italia. E in particolare di Marco Gossa, direttore di Confcommercio Piemonte, sigla che attualmente ha il coordinamento delle diverse anime che compongono la Rete. "Abbiamo apprezzato la tempistica con cui la Regione ha voluto affrontare l'argomento, senza rischiare di ritrovarsi a ridosso dell'entrata in vigore dei provvedimenti con tutto da fare sia per i Comuni che per i cittadini e dunque le imprese. Sul fronte deroghe, come già chiesto in passato, abbiamo chiesto maggiore dettaglio sulle categorie che potranno usufruirne e anche la definizione di alcuni periodi, per esempio sotto Natale, in cui servirà un occhio di riguardo. Siamo assolutamente compatti, sia a livello di commercio che di artigianato. E chiediamo esenzione per quei mezzi che, pur non essendo immatricolati come mezzi da lavoro, sono utilizzati come tali dai singoli professionisti".

Cinzia Gatti e Massimiliano Sciullo

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