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Attualità | 13 luglio 2019, 18:01

Corteo e colori nel centro di Torino: arriva la sorpresa del "Freek pride", alternativo al Gay pride [FOTO]

Un corteo che richiede diritti e rivendica l'esistenza di chi ha abitudini diverse dall'eterosessualità, "ma non ci riconosciamo più nella manifestazione istituzionale, ormai rituale e svuotata di carica dirompente"

Foto: Marco Panzarella

Foto: Marco Panzarella

C'è un pride che non si riconosce (più) nel pride e che quindi, per rivendicare l'esistenza e i diritti di chi ha una sessualità diversa, ha deciso di muoversi in autonomia. E' il cosiddetto Freek Pride, che ha portato rumore e colori nel pomeriggio di un sabato di metà luglio a Torino.

"La mostruosa favolosità irrompe", annunciava un post su Facebook da parte degli organizzatori. E le promesse sono state mantenute, con la sfilata per le vie del centro di tante persone dietro lo striscione "Freek pride" e con cartelli e rivendicazioni assortite.

Piazza Carlina come punto di ritrovo e partenza. Mentre la spiegazione di un corteo per i diritti "alternativo" viene spiegato sempre sulle pagine dei social. "Non vogliamo ricordare per mera ricorrenza, attraversando decorosamente una città-vetrina che mentre si vanta di essere inclusiva costruisce confini territoriali e fisici tramite la militarizzazione delle periferie e la criminalizzazione di migranti, emarginatx, trans e dissidenti: la feccia della società". "Per noi ricordare i Moti di Stonewall significa celebrare una rivolta, rivendicare il nostro essere sporchx e indecorosx, il nostro migrare e valicare i confini fisici e culturali".

E ancora: "Un anno fa decidemmo di staccarci dal pride istituzionale e di costruire un percorso alternativo nella convinzione che quello spazio predisposto dalle istituzioni della nostra città non fosse in grado di contenere la portata delle lotte che ogni giorno, con i nostri corpi, portiamo avanti. Pensiamo infatti che sia diventata una giornata rituale e pericolosamente svuotata della carica dirompente della lotta contro il genere: l'esclusività di solo alcune rivendicazioni (ad esempio le unioni civili), la presenza delle istituzioni e la commercializzazione della giornata silenziano quelle istanze che puntano il dito contro uno stato fondato sul dominio, sulla repressione e sull'oppressione delle persone che sfuggono alle sue categorie (trans, intersex, migranti, donne, poveri, senza-documenti...)".

E oggi hanno voluto far sentire la loro voce, alternativa, ma altrettanto forte.

Marco Panzarella e Massimiliano Sciullo

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