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Politica | 15 luglio 2019, 15:05

Appendino: "Torino viene prima, stop ai freni della maggioranza"

"Non intendo accettare compromessi al ribasso: chiedo una prova di maturità e vincolerò il mio mandato al destino di questa amministrazione, che ha senso di esistere solo se può portare risultati alla città”

Appendino: "Torino viene prima, stop ai freni della maggioranza"

“Torino viene prima: non sono disposta in alcuno modo ad andare avanti con il freno a mano tirato”. E’ questo il messaggio diretto che la sindaca Chiara Appendino ha voluto lanciare alla sua maggioranza oggi in Sala Rossa, durante la richiesta di comunicazioni sulle dimissioni imposte a Guido Montanari dopo le dichiarazioni sul Salone dell’Auto.

La sindaca in Sala Rossa ha ripercorso i risultati raggiunti, dalle Atp Finals alla liberazione del Moi, aggiungendo poi che i comportamenti di una parte della maggioranza "spesso vanificano i risultati raggiunti". In quest'ultimo caso la sindaca ha voluto richiamare la vicenda del motovelodromo, con la delibera per la riqualificazione stoppata anche dai grillini, e gli attacchi dei "dissidenti" alle forze dell'ordine, ultimo in ordine di tempo quello per lo sgombero dell'Asilo occupato di via Alessandria.

“Non intendo accettare battute di arresto o compromessi al ribasso – ha continuato la prima cittadina - chiedo una prova di maturità e vincolerò il mio mandato al destino di questa amministrazione, che ha senso di esistere solo se può lavorare e portare risultati alla città”.

In aula Appendino ha ribadito la dura condanna alle dichiarazioni di Montanari, annunciando di assumere le sue deleghe ad interim. "Nessuno - ha detto - tra coloro che hanno il dovere, l'onore e la responsabilità di amministrare la Cosa Pubblica può permettersi il lusso di ironizzare, dileggiare e osteggiare con atti politici o esternazioni un evento che coinvolge 700 mila cittadini e che ha ricadute economiche, lavorative e di immagine su Torino".

Per la sindaca quanto accaduto è "ingiustificabile: la nostra responsabilità istituzionale sovrasta sempre quella politica. Il rispetto dell'Istituzione non può cedere il passo ai legittimi impegni di rappresentanza di una parte, specie quando questa rappresenta un singolo".

Cinzia Gatti

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