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Attualità | 18 luglio 2019, 18:10

Scuoletta salva, ma Borgo Filadelfia non abbassa la guardia: scampata la vendita, si cerca sede alternativa

Grande partecipazione ieri sera al consiglio aperto in corso Unione Sovietica 170 tra le Circoscrizioni 2 e 8. Il Comune tranquillizza: "Non previste variazioni di destinazione d’uso"

Scuoletta salva, ma Borgo Filadelfia non abbassa la guardia: scampata la vendita, si cerca sede alternativa

“Un impegno comune condiviso da parte di tutto il territorio, al di là dei colori politici, di vigilare e stare allerta. Non abbasseremo l’attenzione: la scuoletta non si vende”. Così il presidente della Circoscrizione 8 Davide Ricca il giorno dopo il consiglio aperto dentro la scuola Principe Vittorio Emanuele, in corso Unione Sovietica 170, convocato assieme alle Circoscrizione 2.

Un’aula gremita di famiglie e insegnanti, ancora allarmate per il futuro dell’istituto nonostante le ultime rassicurazioni da parte del Comune di Torino, che a fine giugno aveva deciso di inserirlo tra gli immobili all’asta.

Già lo scorso lunedì, infatti, era stata annunciata la momentanea sospensione dell’atto di vendita, al fine di compiere “accertamenti legati ai titoli di acquisizione della proprietà”. L’edificio, come comunicato dagli assessori al bilancio e all’istruzione Sergio Rolando e Antonietta Di Martino (invitati al consiglio, ma non pervenuti), “è stato stralciato dall’elenco degli immobili su cui la Città sta valutando di intervenire”; pertanto “non sono al momento previste azioni per modificare lo stato di fatto né sono previste variazioni di destinazione d’uso”.

L’amministrazione si sente dunque di poter tranquillizzare genitori e docenti, poiché “non si prevede nessun cambiamento nel funzionamento della scuola”.

Presente ieri sera anche il vicepresidente del consiglio comunale Enzo Lavolta, esponente di quel gruppo dem che in Sala Rossa si era opposto alle mosse della giunta. Attiva e costante anche la mobilitazione del quartiere Borgo Filadelfia, che ha seguito fin da subito gli sviluppi della vicenda, partecipando anche con un colorato sit in sotto Palazzo Civico per ribadire il proprio no alla perdita di un presidio fondamentale per il territorio. E prosegue intanto la firma della petizione partita a inizio luglio per salvaguardare il futuro della “scuoletta”.

La cooperativa che ora la gestisce vedrà lo scadere della concessione tra sei anni. Sarà quello il momento, secondo quanto prospettato dalla Città, per valutare una sede alternativa alla didattica, più idonea e accogliente.

“In corso Sicilia 53 – ha ribadito infine Ricca – disponiamo di un immobile di pregio che potrebbe essere cartolarizzato, ma non siamo a conoscenza dei piani dell’amministrazione. Se hanno bisogno di vendere degli edifici, potrebbero ragionarci su”.

Manuela Marascio

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