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Cultura e spettacoli | 18 luglio 2019, 08:58

Da Torino a Vercelli: una tremenda vendetta. Il noir “La donna di picche” di Remo Bassini

Bianchi e rosé del Piemonte, e la voce di Susanna Parigi come colonna sonora

Da Torino a Vercelli: una tremenda vendetta. Il noir “La donna di picche” di Remo Bassini

Torino e Vercelli. Da maggio a ottobre. L’alto commissario Pietro Dallavita, occhi castano scuro e voce bassa roca, sguardo dolce e acuto, gran fiuto investigativo, è turbato. Si sente vecchio e malandato, è sfinito nonostante abbia solo 59 anni e solo tre amori alle spalle, coi quali crede di aver fatto del male, di non essere stato all’altezza e di aver stritolato il figlio 28enne Giacomo.

Ha avuto tre strapazzate donne di cuori: la moglie Carmen di cui è stato a lungo fedele e buon marito, una seconda Carmen amata follemente dieci anni prima (giovane moglie di un collega), poi la recente storia con la comprensiva criminologa Maria Grazia, ancora una volta finita dolorosamente. Una donna di picche è quella che non arriverà mai. A pochi mesi dalla pensione, con tante ferie arretrate, frastornato e spento, accetta da un potente subdolo funzionario romano e dal questore un incarico lontano da Torino, pur sempre in regione, con treno o con l’auto Vercelli non è troppo distante. Resta un insistente pestino e ci si mette di buzzo buono. C’è lì un delitto irrisolto da più di un anno, probabilmente una cruenta esecuzione.

Qualcuno ha sparato tre colpi col silenziatore in pieno volto all’avvocato vedova 52enne Eleonora Paganica Malerba in chiesa all’alba. Dallavita capisce subito di essere un poco manovrato; si fa aiutare, oltre che dal fido Tavoletti, per una reciproca attrazione da Micaela, gentile affidabile segretaria del questore, separata con tre figli grandi; riprende comunque in mano tutta la copiosa documentazione sulle indagini inutilmente svolte e sulle tre piste prese in considerazione: quella passionale, quella di una vendetta per una causa persa o per malversazioni della ricca potente famiglia d’origine. Però era stata praticamente ripudiata quando aveva deciso di mettersi col professore conosciuto nell’ultimo anno di liceo (e quindici anni più vecchio), poi uccisosi lasciando la figlia adolescente, Lucilla, una magnifica ragazza che aveva lavorato in Questura a Torino dove aveva conosciuto anche Pietro e verificato (anche in quel caso) una reciproca attrazione. Lui è soprattutto un poliziotto e capirà cosa è davvero successo.

Il bravo giornalista e scrittore (già operaio e portiere di notte) Remo Bassini (Cortona, 1956) fin da piccolo si è trasferito a Vercelli, pubblicando via via vari romanzi, un’esperienza letteraria sempre più orientata al genere noir meditabondo ed esistenziale. Esce ora il secondo della serie Dallavita, ancora all’interno dell’appropriata collana dell’esperto Fanucci. Si tratta di un giallo narrato (a differenza del primo) attraverso due differenti prime persone femminili, di più Micaela e abbastanza anche Lucilla, le personalità che si autocandidano a diventare la donna di picche (da cui il titolo e la copertina). La scrittura è morbida, sensibile, accurata; la trama quasi un pretesto per narrare la città intensa e le complicate relazioni dei personaggi, nelle loro ferite e nelle loro durezze.

Quasi tutti dicono solo dei pezzi verità (quando va bene), il che equivale spesso a una bugia (cui si aggiungono le omissioni). Molto ruota intorno al tempio abbandonato di Saletta e ai suoi sotterranei, per i protagonisti in coppia una sorta di pellegrinaggio a pochi chilometri da Vercelli (a Costanzana), il borgo delle leggende maledette. Segnalo poi Augusto Franzoj, il poco conosciuto amico di Salgari, che intriga Dallavita durante le tante settimane in cui l’indagine non procede. Qui il buon colto maschio tradito si suicida, forse anche perché cardiopatico e diabetico, vita dura! Ovvio che birra e vini scorrano a fiumi, pure un po’ di prosecco purtroppo, oltre ai magnifici piemontesi rossi, bianchi e rosé. Micaela amava il Banco del Mutuo Soccorso, anche se la colonna sonora è tutta di Pietro, i soliti Conte e Tenco, soprattutto Susanna (Antonella) Parigi.

“La donna di picche”, Remo Bassini. Fanucci editore, collana Nero Italiano (euro 13)


Valerio Calzolaio

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