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Viabilità e trasporti | 19 luglio 2019, 07:35

Piazza Bengasi, parcheggio di interscambio pronto nel 2024. Ma servono 15 milioni dal Ministero

Sarà una struttura a due piani da 638 posti. Previsti anche la riqualifica superficiale e il ripristino del vecchio mercato. Il cantiere inizierebbe solo dopo l’apertura del nuovo capolinea della metropolitana

Piazza Bengasi, parcheggio di interscambio pronto nel 2024. Ma servono 15 milioni dal Ministero

Se la Linea 1 della metropolitana approderà a piazza Bengasi nell’autunno 2020 – queste le ultime dichiarazioni da Palazzo Civico – per le strutture di interscambio si dovrà attendere ancora qualche anno.

L’ultimo progetto presentato dalla Città prevede infatti un parcheggio a due piani da 638 posti, per il quale sono richiesti al Ministero dell’Ambiente 15 milioni di euro. Un finanziamento previsto dalle legge di bilancio del 2018, con un fondo rotativo per le infrastrutture dedicato alle mobilità sostenibile e sottoposto a bando. La sua realizzazione, qualora i fondi venissero erogati, vedrebbe forma solo nel 2023-2024.

Un piano ben diverso da quello prospettato dalla giunta 5 Stelle l’anno scorso, quando si ipotizzava l’ausilio di privati in appoggio ai 5 milioni già stanziati dal Ministero. Ma questo avrebbe significato la concessione ventennale dei posti interrati alla società appaltatrice, più l’istituzione delle strisce blu da corso Caduti sul Lavoro fino al confine con Moncalieri. “Siamo sempre stati contrari a questa soluzione– ha rimarcato il vicepresidente della Circoscrizione 8 Massimiliano Miano –, perché non è gusto chiedere un obolo ai cittadini. Con il nuovo progetto, il parking risulterebbe invece a costo zero per la collettività”.

Secondo il cronoprogramma elaborato da Palazzo Civico, entro la fine del 2019 dovrebbe essere emanato il bando per la progettazione e redatto il piano. Nel 2020, dopo l’espletamento della gara per gli interventi, dovrebbero prendere il via i lavori, previa conclusione dello scavo sotterraneo per la metro.

“Ora – prosegue Miano – aspettiamo solo l’ok dal Ministero. Siamo certi che Infra.To [la società che gestisce il cantiere della metropolitana, ndr] non realizzerà opere di rifacimento superficiale, ma salvo una parziale asfaltatura. Dobbiamo quindi capire cosa verrà finanziato”.

 

“Io sono fiducioso – conclude – Ricordiamo che una metropolitana è utile e funziona a pieno regime solo se ben servita, esattamente come il capolinea Fermi, a Collegno. Se il Ministero dovesse rifiutare, bisognerebbe inventarsi altre strade".

"Qualora la Città si rivolgesse di nuovo a privati, la circoscrizione farebbe ancora opposizione. La priorità, per noi, restano le tasche degli abitanti".

Manuela Marascio

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