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Cronaca | 21 luglio 2019, 11:01

Disordini No Tav al cantiere di Chiomonte, gli antagonisti lanciano sassi e bombe carta contro la polizia

La Digos ha identificato una ventina di manifestanti, ma sta monitorando i video per individuare altri reati. A Venaus è in corso l'annuale "campeggio studentesco No Tav"

Disordini No Tav al cantiere di Chiomonte, gli antagonisti lanciano sassi e bombe carta contro la polizia

Continuano i disordini e le proteste al cantiere Tav di Chiomonte in Val di Susa. In questi giorni è infatti in corso l'annuale “campeggio studentesco No Tav” (19-24 luglio) presso il presidio permanente di Venaus.

Ieri sera, dopo essersi concentrati presso il campo sportivo di Giaglione, circa duecento manifestanti hanno raggiunto in corteo, in violazione dell'ordinanza del prefetto, la “cancellata metallica rinforzata” che protegge il cantiere Tav.

I manifestanti hanno urlato slogan contrari all’opera e contro le Forze dell’Ordine, poi hanno iniziato ad ammassare legname, pedane in legno e altro materiale infiammabile, creando un incendio alto circa 4 metri. Hanno poi cercato di sfondare la porta della cancellata metallica utilizzando un grande tronco di legno come ariete.

Subito dopo, hanno tentato con un flessibile elettrico di creare un varco nella cancellata metallica (senza però riuscirci) grazie all’utilizzo di un idrante artigianale realizzato proprio per l’impiego in area boschiva.

Solo in seguito è partita, da parte di una quindicina di antagonisti, una sassaiola nei confronti delle forze dell'ordine: lanciate grosse pietre, petardi, bombe carta e razzi da segnalazione nautica.

Il personale della Digos è riuscito a riconoscere una ventina di militanti, che verranno denunciati per violazione del provvedimento prefettizio e per accensioni pericolose. Due giovani, una militante catanese e un esponente di Askatasuna, saranno invece deferiti all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza al “foglio di via obbligatorio” dal comune di Giaglione. Sono comunque ancora in corso le indagini della Digos per individuare anche gli altri responsabili tramite la visione delle immagini delle telecamere che sono state appositamente posizionate e nascoste nell’area interessata dal quartiere.

redazione

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