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Attualità | 02 agosto 2019, 06:00

Case-vacanze, da Fiaip Torino ecco il decalogo per non portarsi le truffe in valigia

La visura catastale fatta da un agente immobiliare può essere preziosa per riconoscere un imbroglio. Oggi i truffatori copiano annunci esistenti e chiedono caparre basse

Case-vacanze, da Fiaip Torino ecco il decalogo per non portarsi le truffe in valigia

Inserzioni fasulle, immagini finte, richieste di caparra su carte ricaricabili: sono diversi i segnali che ci permettono di capire se dietro un annuncio per una casa vacanza si nasconde una truffa. Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) stila un decalogo di consigli per accorgersi in tempo se stiamo cadendo vittime di un raggiro e se l’affare che stiamo per concludere in realtà sia una sonora truffa.

Dieci mosse da incrociare perché nessuna da sola è a garanzia della veridicità dell’annuncio. Nell’insieme però rappresentano uno strumento per stare tranquilli o per allarmarci.

1- EFFETTUARE LA VISURA CATASTALE 

“L’unica verifica che può rivelarci se dietro un annuncio c’è il vero proprietario o un imbroglione è la visura catastale”, spiega Aurelio Amerio, presidente di Fiaip Torino. “Un controllo semplice e poco costoso, che un agente immobiliare può fare in pochi minuti attraverso il programma “Sister” dell’Agenzia delle Entrate, per il quale occorre il codice fiscale del proprietario”. 

2- CONTROLLARE L’ANNUNCIO
“Oggi i truffatori sono più accorti, consapevoli delle campagne di informazione per stanarli”, sintetizza Lucia Vigna, vice presidente di Fiaip Torino. “Tendono a non inventarsi case inesistenti – prosegue - prendono annunci reali pubblicati da altri, magari dai legittimi proprietari: si impossessano delle informazioni e delle foto, riproponendo lo stesso annuncio su altri siti. Così quando facciamo una ricerca della casa e del luogo in cui è sita, ci rilassiamo vedendo che su Google map il posto, la via e l’appartamento corrispondono all’annuncio”. Occorre inserire le immagini dell’annuncio su Google Image per vedere se i proprietari nei vari portali sono sempre gli stessi o cambiano da un sito all’altro.

3- ATTENZIONE A CAPARRE E METODI DI PAGAMENTO
Quasi tutte le truffe si consumano attraverso caparre del 50% su ricariche Postepay. Per quanto la caparra sia legittima non dovrebbe mai essere superiore al 20%. “I truffatori ormai sanno che chiedere una caparra del 50% fa insospettire e sono i primi a ribassarla per conquistarsi la fiducia del malcapitato”, aggiunge Vigna. Meglio pagare tramite bonifico. Con l’Iban si possono fare alcune ricerche in modo da capire a chi appartiene il conto su cui stiamo per versare i nostri soldi. 

4- VERIFICARE L’IDENTITA’ DELL’INSERZIONISTA 
Nome e cognome su Internet o su Facebook per capire se la persona esiste davvero e se si trattasse di un truffatore potrebbero saltare fuori recensioni negative sulla persona.

5- OCCHIO AL PREZZO
“Il buon senso è la prima accortezza per evitare che la vacanza si trasformi in una disavventura”, dice ancora Amerio. Affidandosi a privati sul web aumentano le occasioni di prezzi competitivi ma anche le possibilità di cadere in imbrogli. Super ville a prezzi stracciati devono sollevare dubbi. Occorre guardare se l’abitazione è in linea con il resto del mercato".

6- CHIEDERE ALTRE FOTO E LE COORDINATE 
Nel dubbio meglio chiedere al proprietario altre foto della casa, di dettagli e particolari che chi è in possesso dell’appartamento non dovrebbe avere troppe difficoltà a mandarvi. Le coordinate servono per localizzare l’appartamento e capire dove si trova attraverso street view.

7- INSISTERE PER UN INCONTRO 
È un buon metodo per capire le reali intenzioni di chi ci sta per affittare casa, anche se non si ha una reale possibilità di recarsi sul posto ci permette di capire l’altra parte come reagisce.

8- FARSI MANDARE I DOCUMENTI 
Non è una garanzia perché potrebbero essere documenti falsi o rubati. Non è insolito che chi finisce in una truffa di questo tipo abbia poco dopo problemi con il furto della propria identità, in seguito appunto all’invio dei propri documenti. Neanche la formulazione di un contratto mette al riparo da una possibile truffa perché una volta consumato il raggiro la persona sparisce e di fatto quel nome e cognome o sono inventati o appartengono ad un’altra persona.

9- CHIEDERE UN TELEFONO FISSO
I cellulari sono difficilmente rintracciabili. Appena un colpo viene messo a segno i cellulari vengono disattivati e la persona non è più raggiungibile.

10- VERIFICARE L’IP DI UNA MAIL RICEVUTA 
Verificare da dove è stata inviata una mail. Basta aprire il messaggio, cliccare su ‘messaggio originale’, copiare l’indirizzo ip e inserirlo in un sito per verificare la località dell’ip (iplocation.net) e scoprire se coincide o meno con quella dell’inserzionista.

Da sola questa operazione non è detto che funzioni perché dipende da dove è ubicato il server su cui si appoggia il servizio di posta elettronica del mittente.

comunicato stampa

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