/ Politica

Politica | 22 agosto 2019, 13:42

Torino non è Roma, all’ombra della Mole Pd e M5S non sembrano disposti a fare alleanze

A segnare il distacco tra dem e grillini è il segretario metropolitano del Partito Democratico Mimmo Carretta: "Niente sconti per Appendino”

Torino non è Roma, all’ombra della Mole Pd e M5S non sembrano disposti a fare alleanze

Torino non è Roma. All’ombra della Mole Pd e M5S non sembrano disposti a deporre le armi e fare alleanze, in vista anche delle Comunali del 2021, per scongiurare una possibile sconfitta ed evitare che dopo la Regione anche il Comune passi al centrodestra.

A segnare il distacco tra i dem e i grillini è il segretario metropolitano del Pd Mimmo Carretta. “A Torino – commenta – niente sconti per Appendino”. “Stiamo lavorando - aggiunge - per superare questa parentesi negativa per la città. Il giudizio nei confronti di questa amministrazione non cambia: hanno fallito in tutto”. Per Carrettala città sta pagando a caro prezzo una gestione fallimentare”, ribadendo poi la volontà di fare ferma opposizione ai 5 Stelle “per liberare Torino”.

Parole a cui fanno eco quelle della capogruppo comunale pentastellata Valentina Sganga, che sottolinea come nel capoluogo piemontese “non cambierà nulla nella dinamica maggioranza-minoranza”. “I calcoli elettorali per il 2021 -aggiunge - sono davvero prematuri”.

La strada per l’alleanza tra Pd e M5S per il Governo si annuncia comunque in salita anche a Roma. Dopo aver ottenuto ieri il via libera dalla Direzione Nazionale a trattare coi grillini, questa mattina il Segretario Nazionale dem Nicola Zingaretti ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Zingaretti nel confronto con il Capo dello Stato ha chiuso all’ipotesi di un Conte bis, chiedendo un “Governo di svolta o si va al voto”, evidenziando poi anche una distanza “politica con il M5S”. Dichiarazioni condivise anche dal Segretario Regionale del Pd Paolo Furia, che dice “non si può fare un governo ad ogni costo con una forza politica con la quale abbiamo discusso fino all’altro giorno”. Per l’esponente dem biellese i grillini dovrebbero rimettere in discussione “il decreto sicurezza”, così come il taglio dei parlamentari. “E’ necessario fare -aggiunge – una riforma costituzionale complessiva, mentre quest’ultima proposta del M5S è solo uno scalpo ideologico”.

Ieri la Direzione Nazionale, a cui era presente Furia, ha approvato all’unanimità un documento che fissa cinque punti alla base della trattativa con i grillini. “Ora – continua il segretario regionale dem – bisogna capire se sono disponibili a venire incontro ad alcune nostre esigenze”.

Sulla nuova possibile alleanza di Governo Pd-M5S frena e pone dei veti anche la consigliere regionale pentastellata Francesca Frediani. Per la valsusina i dem “sono distanti da noi e alcuni esponenti incarnano proprio quella vecchia politica che da sempre cerchiamo di contrastare”. Parole a cui Frediani fa seguire un’apertura, “trovandoci in una situazione "emergenziale", con Salvini completamente fuori controllo. Per il momento un accordo con il PD mi sembra il male minore". "Ovviamente vedo grandi difficoltà anche con loro, rispetto ai punti da condividere” conclude.

L’auspicio per la consigliera regionale “e che non si ripetano gli errori del passato: abbiamo già sacrificato troppi principi per governare con la Lega”. Un chiaro riferimento al Decreto Sicurezza, ma anche alla Tav. Un’opera che i dem non intendono minimamente mettere in discussione, né bloccare.

La Torino -Lione, spiega Furia, si farà: è tutto deciso e non si torna indietro”.

Cinzia Gatti

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium