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Eventi | 24 agosto 2019, 19:00

Dove i confini non esistono, MITO viaggia fra le tante "geografie" della musica

La prossima edizione del festival si terrà dal 3 al 19 settembre. L'inaugurazione è affidata alla Israel Philarmonic Orchestra

Israel Philarmonic Orchestra © Oded Antman

Israel Philarmonic Orchestra © Oded Antman

La mobilità che si afferma sulla stasi, la comunicazione oltre il confine, le identità fluide contro l’ingabbiamento senza sbocchi. È guardando alla società odierna che il Festival MITO SettembreMusica ritorna – dal 3 al 19 settembre – per rendere le note di grandi compositori e prestigiose orchestre veicolo di un linguaggio universale.

Il tema scelto per questa tredicesima edizione, infatti, è proprio “Geografie”: attraverso i 128 appuntamenti in programma a Milano e Torino, il pubblico avrà la possibilità di esplorare il repertorio di diverse scuole storiche nazionali, accanto a compositori contemporanei dalla più varie provenienze geografiche.

Sette prime esecuzioni assolute, tre prime europee, fra cui “Perpetulum” di Philip Glass, commissionato dal Festival, e tredici prime italiane. Sono questi i numeri di una rassegna che, a prezzi accessibili e in gran parte popolari, porta sul palco grandi direttori d’orchestra – come Myung-Whun Chung, Yuri Temirkanov e Daniele Rustioni –, solisti eccezionali – Martha Argerich, Alexander Romanovsky, Mario Brunello e Sean Shibe, per citarne alcuni – e formazioni ospiti di rilevo, come la Israel Philarmonic Orchestra, protagonista dei concerti inaugurali il 3 e 4 settembre, rispettivamente alla Scala di Milano e al Teatro Regio di Torino, con il concerto intitolato “Mondi”. Uno spettacolo in cui si incontrano universi sonori differenti: il “Secondo concerto per pianoforte” di Beethoven e la “Symphonie fantastique” di Berlioz.

La globalizzazione e la trasformazione digitale hanno cambiato il nostro modo di metterci in relazione con lo spazio – ha dichiarato il direttore artistico Nicola Campogrande –. I concetti di identità e di confine, ad esempio, da un lato sono drammaticamente evidenziati dal pensiero estremista e xenofobo, ma dall’altro sono ignorati, nella pratica, dal continuo viaggiare fisico e metaforico. Così, se è interessante esplorare la produzione artistica del presente, è anche importante ripercorrere le vicende musicali del mondo antecedente, quando le matrici locali e nazionali avevano un’influenza determinante nel generare le proprie espressioni culturali”.

Alla luce delle scelte così direzionate, l’obiettivo di MITO 2019, come ha spiegato la presidente Anna Gastel, è di favorire “l’afflusso di un pubblico eterogeneo e trasversale”.

Per maggiori informazioni: www.mitosettembremusica.it

Manuela Marascio

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