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Sanità | 10 settembre 2019, 16:24

Regione Piemonte, 50 borse di studio in più per i medici specializzandi nel 2018-'19

Icardi: "Oltre a queste, il Ministero della Salute stanzierà per il Piemonte 129 borse di studio in più, che portano a 511 quelle finanziate per la nostra Regione"

Regione Piemonte, 50 borse di studio in più per i medici specializzandi nel 2018-'19

Per l’anno accademico 2018-2019 saliranno a 15 le borse di studio che il Piemonte stanzierà per l’entrata in servizio di altrettanti medici specializzandi. Nelle specifico tre saranno per Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore, quattro per la Medicina d’Urgenza, quatto per Ortopedia e Traumatologia e quattro di Pediatria, per un costo di quasi due milioni di euro a carico delle casse di Palazzo Lascaris.

E’ questa una delle azioni, annunciate dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi in risposta all’interrogazione del capogruppo regionale di LUV Marco Grimaldi, per contrastare la mancanza di camici bianchi.

A questi grazie all'impegno della Regione -come anticipato negli scorsi mesi dal Presidente Alberto Cirio- si aggiungeranno altri 35 specializzandi la cui borsa di studio verrà sovvenzionata da privati e Fondazioni. Un totale di 50 medici per l’anno accademico 2018-2019, come in Lombardia, Veneto ed Emilia.

Oltre a questi – ha spiegato Icardi - il Ministero della Salute stanzierà per il Piemonte 129 borse di studio in più, che portano a 511 quelle finanziate per la nostra Regione”.

Per diminuire il sovraffolamento dei Pronto Soccorso l’assessore regionale ha proposto di utilizzare in questo reparto i medici che hanno fatto i corsi di formazione da 400 ore per il 118. Questi potranno valutare i codici bianchi e verde, pari circa all’84% dei pazienti che si presentano in prima urgenza.

"In attesa dell'entrata in vigore del Decreto Calabria - ha commentato il capogruppo Grimaldi - si assumano, con contratti dignitosi e a tempo indeterminato, i medici che hanno concluso le scuole di specializzazione. Siamo contrari a modalità di assunzioni annuali di giovani laureati non completamente formati; significa condannarli al precariato perpetuo".

Cinzia Gatti

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