/ Attualità

Attualità | 11 settembre 2019, 09:59

Caos mensa e panino da casa, alla Manzoni genitori spaesati: “Non sappiamo come comportarci”

Molti genitori affermano di essere stati informati con pochissimo preavviso: “Serviva buonsenso, impossibile organizzarsi così”

Caos mensa e panino da casa, alla Manzoni genitori spaesati: “Non sappiamo come comportarci”

Il caso "panino da casa" scuote la quotidianità della scuola elementare Manzoni di Torino. Sono evidentemente spaesati i genitori dei bambini dell’istituto di corso Svizzera che, al terzo giorno di scuola, si ritrovano a fare i conti con la questione pasto da casa.

Alle 08:30, fuori dai cancelli della Manzoni, tra i genitori aleggia un senso di spaesamento e confusione. C’è chi teme la denuncia per abbandono di minore, chi alle 12:30 si presenterà fuori dall’istituto scolastico per prendere il proprio figlio e chi, in fretta e furia, ha iscritto il bambino al servizio mensa fino 31 ottobre.

Per capire l’origine di questo caos bisogna fare un passo indietro o, meglio, leggere il cartello affisso fuori dalla scuola: “Da mercoledì 11 settembre, con autorizzazione dell’assessore Di Martino, sarà concesso alle famiglie di aderire provvisoriamente al servizio di refezione scolastica in attesa della conclusione dell’iter procedurale che terminerà con l’emissione un decreto definitivo”. In poche parole, il dirigente scolastico Maria Grazia Di Clemente concede ai genitori di iscrivere i propri bambini alla mensa a titolo temporaneo fino al 31 ottobre con pagamento del mese e mezzo di servizio, ma non garantisce loro il pasto da casa. I bambini che non frequentano la mensa, dovranno obbligatoriamente uscire alle ore 12:30 e tornare in classe alle 14:30. 

Il risultato? In pochi tra i genitori che hanno scelto il pasto da casa sanno come comportarsi. Il malcontento è evidente: “Siamo stati informati solo ieri, alcuni lunedì sera. Come possiamo organizzarci a dovere?” è la domanda posta da una mamma. Vicino a lei un’altra mamma single ha scelto di comportarsi diversamente: “Ho iscritto mia figlia alla mensa, non voglio avere problemi. L’anno scorso però l’avevo tolta perché vomitava”. Tra loro però vi è qualcuno più determinato a far valere la propria ragione. “Questo è terrorismo psicologico. Ho dato il pasto a mio figlio e gli ho detto di far valere i propri diritti. In ogni caso - spiega un papà - se dovessero mandarlo fuori, sarò qui alle 12:30 per prenderlo”. 

Un braccio di ferro che ha creato parecchia confusione. Alcuni genitori minacciano di chiamare i carabinieri, altri invece temono che sia la preside a contattare le forze dell’ordine se mamme e papà non verranno a prendere i loro figli non iscritti alla mensa. Un’opzione, quest’ultima, smentita dalla scuola. “Nessuno chiamerà i carabinieri” dicono dall’istituto comprensivo Pacinotti. Eppure la possibilità che si configuri il reato di abbandono di minore è reale. Di certo per i bambini e i genitori della scuola Manzoni i primi giorni di scuola sono contraddistinti da incertezza e caos. In attesa delle decisioni definitive attese per il 31 ottobre, il panino da casa continua a far discutere.

Andrea Parisotto

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium